Virgin Galactic, Aeronautica militare e Cnr presto in orbita con lo spazioplano di Richard Branson

Virgin Galactic, Aeronautica militare e Cnr presto in orbita con lo spazioplano di Richard Branson
di Paolo Ricci Bitti
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Venerdì 26 Febbraio 2021, 03:54 - Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 05:01

In attesa - di rinvio in rinvio - del volo del debutto del primo turista suborbitale (a 100 km di quota), si rafforza il legame fra la Virgin Galactic di Richard Branson e l'Italia. Due gli scenari. Il primo è stato annunciato ieri dallo spazioporto del New Mexico: ufficiali dell'Aeronautica militare e ricercatori del Cnr voleranno presto nel cielo del Nex Mexico con lo spazioplano Space Ship Two fino alla linea di Karman. L'accordo citato, subito riportato dai media americani, risale all'ottobre 2019 e vede coinvolto anche il Consiglio nazionale delle ricerche perché i tre neo astronauti effettueranno nella termosfera anche esperimenti scientifici nei 7 minuti del volo parabolico in cui si troveranno in condizioni di microgravità.

Pochi 7 minuti? In realtà bastano a verificare il comportamento, in quella situazione di parziale affrancamento dalla gravità terrestre, di molti materiali o per effettuare test che con i piedi per Terra non sarebbero gli stessi risultati. Certi liquidi, ad esempio, riescono in quella situazione di leggerezza a miscelarsi come invece non è possibile nei consueti laboratori. I tre italiani, fra l'altro, potrebbero trovarsi a volare con il friulano Nicola Pecile, fra gli 8 piloti della Virgin Galactic. Questi voli, poi, serviranno anche per test medici durante i quali le cavie saranno gli stessi ufficiali dell'Am e i ricercatori del Cnr: fra gli obbiettivi pure quelli di studiare le reazioni del corpo umano durante i voli suborbitali, futuro traguardo del trasporto aereo per ridurre drasticamente la durata dei collegamenti intercontinentali.  

I costi? Non sono stati mai annunciati e ci sono sempre accordi di scambio sui risultati dei test che incidono sul prezzo finale. Si sa comunque che la Virgin Galactic ha già venduto 700 biglietti per quei voli a 250mila dollari ciascuno, ingolosendo anche star del cinema come Leo DiCaprio o della musica come Justin Bibier e anche tre imprenditori italiani. I tempi? Qui arriva la nota dolente perché la VG ha ripetuto anche ieri, nel presentare la trimestrale logicamente ancora in rosso, che fra controlli dopo l'ultimo test non portato a conclusione in dicembre (il motore-razzo della navicella issato in quota dall'aereo-madre non si è acceso) e gli ostacoli causati dalla pandemia di Covid, per il prossimo volo se ne parla in maggio, anche se a fine marzo saranno presentati nuovi velivoli della flotta. Se quel volo andrà bene, in quello subito successivo entrerà nella vasta cabina panoramica lo stesso fondatore Richard Branson, candidato così a diventare il primo turista dello spazio dopo la fase pionieristica che vide in orbita (assai più alto, nella stazione spaziale internazionale a 400 km di quota) 7 viaggiatori fra il 2001 e il 2009. E infine via libera (dall'inizio del 2022?) ai primi dei 600 che hanno prenotato, oltre che ai militari e ricercatori italiani. 

La gara si fa insomma emozionante perché intanto in ottobre potrebbero partire i primi 4 turisti portati in orbita da SpaceX di Elon Musk con la missione Inspiration4. A Musk non piace mai arrivare secondo, ma la Virgin Galactic sembrava aver accumulato un buon vantaggio. Si vedrà perché, come diceva il presidente J.F. Kennedy "l'uomo va nello spazio e sulla Luna non perché è facile, ma perché è molto impegnativo". Ritardi, fallimenti e rinvii vanno insomma sempre tenuti presenti.

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Ecco l'astronauta dell'Esa e generale dell'Aeronautica militare Roberto Vittori, addetto al comparto aerospazio all'ambasciata italiana a Washington, e il direttore del Dipartimento di Ingegneria, Tecnologie per l’energia e i trasporti, Emilio Campana, del Cnr, che nei giorni scorsi hanno finalizzato l'accordo, come riporta il sito il sito Aviation Report.com

Vittori: «L'accordo di collaborazione sul volo suborbitale è un ulteriore tassello della ben avviata e proficua collaborazione fra l’Aeronautica Militare ed il mondo della ricerca, in particolare con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Con questa attività si compie un’importante passo in avanti del sistema Paese, per consolidare ed incrementare la capacità tecnologica di accedere ed operare nella fascia che si estende oltre lo spazio aereo tradizionale, verso lo spazio vero e proprio. Per la nostra Forza Armata, in particolare, la crescita di esperienza in questo settore permetterà di acquisire competenze utili a garantire la sicurezza del Paese, anche a fronte dell’evoluzione tecnologica delle possibili minacce».

E Campana: «L’aerospazio è un settore strategico connotato da rapidissimi cambiamenti tecnologici e coinvolge industrie nazionali di grande importanza. Il Cnr prosegue pertanto nella missione di fornire supporto scientifico-tecnologico al sistema Paese, impegnando i suoi ricercatori nello sviluppo di nuove tecnologie e nello svolgimento di avanzate ricerche scientifiche, in questo caso in stretta collaborazione con le istituzioni nazionali preposte alla difesa».

Il secondo scenario che lega Virgin Galactic e Italia porta a Grottaglie (Taranto) dove sorgerà, grazie a un accordo che coinvolge l'Asi e l'Altec di Torino, il secondo spazioporto della compagnia dopo quello del New Mexico, utile anche per portare in orbita minisatelliti con la Virgin Orbit ugualmente grazie al sistema dell'aereo madre (in questo caso un Jumbo). La road map burocratica-amministrativa è già ben incardinata, ma non bisogna rallentare perchè non manca la concorrenza visto che in Cornovaglia (Branson è inglese) stanno facendo ponti d'oro per inserirsi nel business del turismo spaziale.

Paolo Ricci Bitti

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