Us Open, Lorenzi da brividi: batte Simon e va al terzo turno

Sabato 3 Settembre 2016 di Angelo Mancuso
NEW YORK A fine US Open, il prossimo 12 settembre, Paolo Lorenzi sarà il primo italiano nel ranking mondiale alla veneranda età di 34 anni e 9 mesi. Non è un record perché nel 2000 ci era riuscito il 35enne Gianluca Pozzi. Il tennista senese (ma è nato a Roma) fino ai 28 anni giocava solo nei tornei di seconda fascia, cioè nei challenger. Lo scorso luglio, dopo il successo a Kitzbuhel, primo titolo Atp in carriera, Paolo ha gridato al mondo che l'età è solo un numero, che lui non si sente vecchio e vuole migliorare ancora. Detto, fatto: a New York ha raggiunto per la prima volta il terzo turno in uno Slam, lui che nei Major vantava una striscia negativa di 13 ko di fila (ora il bilancio è di 4 vittorie in 23 incontri).

ESEMPIO PER I GIOVANI
Lo ha fatto battendo al termine di una maratona di fisico e nervi durata quasi 5 ore il francese Gilles Simon (3-6 6-2 6-2 6-7 7-6). Un successo che gli ha regalato il best ranking: al momento è n. 35. Più forte dell'avversario e dei crampi. «Durante il quinto set mi veniva da piangere per quanto ero stanco», ha scherzato a fine match. Lui o Sara Errani e Roberta Vinci, a suo tempo Pozzi e di recente Andreas Seppi, sono l'esempio da seguire per i giovani. Perché il talento di Fabio Fognini o i numeri di Flavia Pennetta e Francesca Schiavone li vedono tutti, ma diventare il n. 1 d'Italia partendo da una base più grezza, è sfida ben più ardua. Il percorso di Lorenzi è il premio al lavoro e all'intelligenza, alla gestione professionale della vita e della carriera. L'azzurro è in pista dal 1999: sacrifici, partite interminabili in giro per il mondo. E un talento non così cristallino. Probabilmente papà Marco ne ha più nella medicina che lui con la racchetta. Specialista in Chirurgia generale e toracica, è un'autorità nel suo campo. Anche Paolo si è dedicato all'Università, proprio alla Facoltà di Medicina. È ancora iscritto, ha detto più volte che gli piacerebbe lavorare nell'ambito della medicina sportiva e potrebbe pensarci dopo il ritiro. Tuttavia il tennis è sempre stato il suo chiodo fisso. I miglioramenti di Lorenzi anno dopo anno sono impressionanti. Un servizio sui 200 km/h, un dritto più incisivo nonostante un'apertura che ricorda l'elica di un mulino a vento, un rovescio solido e volèe scolastiche ma efficaci.

ANZIANI DOC
Oggi è atteso da una sfida impossibile: di fronte ci sarà Andy Murray. «È favorito, ma partiamo da zero a zero», dice Lorenzi con quel suo accento toscano che si riflette nelle passioni sportive: la Fiorentina nel calcio e l'amato Nicchio nel Palio di Siena. Intanto prosegue il cammino di un'altra veterana, Roberta Vinci. La 33enne tarantina è negli ottavi seppur soffrendo. Ha battuto la tedesca Carina Witthoeft, di 12 anni più giovane, in tre set complicando un match già vinto (era 5-3 nel secondo): 6-0 5-7 6-3.
 

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