L'Italia al Roland Garros è da 10, ma solo 4 sognano la gloria

L'Italia al Roland Garros è da 10, ma solo 4 sognano la gloria
di Piero Valesio
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Lunedì 31 Maggio 2021, 07:30

Prevedere oggi chi (tra gli umani; Nadal e Djokovic non contano) arriverà alla seconda settimana del Roland Garros non è prova di particolari capacità divinatorie ma un gioco che è sottoposto a tali e tante variabili da risultare poco credibile. Dato che di maschietti italiani in corsa ne abbiamo dieci (Giannessi ha perso ieri al quinto contro Nishikori dopo 4 ore di partita) limitiamoci dunque a valutare le condizioni del loro spirito. Poi qualcosa sarà. E se sarà favorevole per noi, ben venga.
JANNIK
Per la prima volta vestirà i panni di colui che deve “difendere” i quarti parigini dell’ anno scorso. Roba da grandi. Sfrutti l’occasione per interiorizzare che se giochi da schifo (soprattutto tre su cinque) e trovi un Rinderknech qualunque che invece è in giornata perdi anche se ti chiami Sinner. E Nadal negli ottavi lo vedi col binocolo. Oggi alle 11 contro Herbert. Concentrato.
MATTEO
Si è riposato dopo il double Madrid-Roma. E quando si riposa esce bene dai blocchi. La terra di Madrid per ora è un cemento colorato di rosso, servizio-dritto può funzionare, se non piove e s’infradicia tutto. Primo turno con Taro Daniel. Scalpitante.
SONEGO
Mumble mumble. La gloria lascia scorie nei cervelli, quella di Roma può essere addirittura tossica per chi non la sa metabolizzare. A Parma c’era per onor di firma, non fa testo. Ma Lollo ha una sola strada: giocare come se a Roma avesse perso contro Thiem e Rublev e 6-0 6-0 contro Nole. Oggi contro Harris, terzo match dalle 11. Potenzialmente ansioso.
MUSETTI
Chi meglio di lui potrebbe far innamorare i parigini? Ma gli Slam sono un altro sport anche rispetto ai 1000. Ci vuole fisico (e il suo è under costruction) e una testa che sappia soffrire. Dimentichi, il carrarino, di essere al Bois de Boulogne e pensi di essere al circolo di casa sua. A tutti i Nishioka del mondo che tu esegua il più bel rovescio ad un mano dai tempi di Wawrinka interessa poco. Oggi contro Goffin, quarto match dalle 11. Alla ricerca di un centro di gravità. Anche non permanente.
FABIO
In souplesse ieri contro Barrere (6-4 6-1 6-4) ha dalla sua due fattori determinanti. 1) E’ nella parte di tabellone dove non sono intruppati gli dei e gli altri italiani 2) Quest’anno sta guardando alla gloria altrui e in pochi guardano lui: fatto che, conoscendolo, gli suscita un po’ di mal di pancia. Agonisticamente rabbioso.
CECCHINATO 
Può approfittare di quello che fu, se non il giardino, almeno l’orto di casa sua per certificare (dopo la finale di Parma) il suo rientro nel novero di quelli che giocano con piacere. Primo turno contro Uchiyama. Rilassato.
Gli altri. Travaglia e Caruso devono ritrovare la “garra”. Il buon Seppi (ve lo ricordate?) ci dica quanto vale davvero Auger Aliassime. E Gianluca Mager (oggi alle 11 contro Millman) va tenuto d’occhio. Fosse anche solo perché gioca bene.

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