Djokovic: «Ho preso il Covid due volte e non sono vaccinato». I documenti e gli scenari: può giocare gli Australian Open?

Djokovic può giocare gli Australian Open? Cosa succede ora e i possibili scenari
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Lunedì 10 Gennaio 2022, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 13:59

Il primo set è di Novak Djokovic. In appello il giudice ha deciso che deve essere rilasciato, potendo quindi allenarsi ed eventualmente giocare gli Australian Open. Già, ma è davvero così? In realtà il tema è delicato e si preannuncia ulteriore battaglia legale. Perché il governo ha già annunciato che può comunque decidere di espellere il tennista numero uno al mondo nonostante la sentenza del giudice. Eliminandolo così dalla corsa al 21esimo Slam della carriera.

Djokovic ha vinto l'appello: «Deve essere rilasciato». Ma per gli Australian Open il governo è pronto al ricorso

Djokovic rilasciato, cosa può succedere ora?

Il governo australiano potrebbe ribaltare ancora una volta la decisione del giudice, togliendo di nuovo il passaporto al campione serbo: «Non vi è alcun suggerimento che abbia avuto una malattia grave acuta a dicembre, quando è risultato positivo», si legge nella memoria scritta presentata dal ministro dell'interno Karen Andrews che ha sottolineato come, qualora il giudice si pronunciasse a favore di Novak (circostanza che poi effettivamente si è verificata), il governo potrebbe annullare il suo visto una seconda volta. Christopher Tran, legale che cura la causa per il Governo, ha spiegato che il ministro dell'Immigrazione si riserva il potere personale di espellere Djokovic dall'Australia. Se questo dovesse succedere, il serbo non potrebbe rientrare su suolo australiano per tre anni. E secondo la giornalista di 10 News First, Stela Todorovic, il Ministro dell'Immigrazione Alex Hawke ha 4 ore di tempo per esercitare il suo potere di espulsione.

Il giudice Kelly: sono molto preoccupato

«Nonostante l'emanazione di questa ordinanza il Ministro si è riservato la questione se esercitare il potere personale di annullare il visto del richiedente - ha spiegato il giudice Kelly -. Se il ministro sceglie di utilizzare la sua discrezione personale per annullare nuovamente il visto, mi ritengo molto preoccupato per il potenziale esito».

La difesa di Djokovic

«Sono arrivato qui a causa di questi documenti, altrimenti non mi sarebbe stato permesso di entrare», ha detto Djokovic, dopo aver consegnato l'esenzione di Tennis Australia (che mostriamo sopra) ai funzionari dell'immigrazione. Djokovic ha appreso dell'avviso di voler considerare la cancellazione del visto appena prima delle 4 del mattino. Inizialmente gli sono stati dati 20 minuti per trovare un motivo per essere lasciato entrare in Australia. «Sono stato messo in una posizione molto imbarazzante dove alle quattro del mattino non potevo chiamare il direttore di Tennis Australia, non potevo interagire con nessuno del governo dello stato di Victoria attraverso Tennis Australia. Sono stato messo in una posizione molto scomoda», ha spiegato. A Djokovic è stato detto alle 5.20 che avrebbe potuto avere fino alle 8.30 per rispondere. Alle 6.14 gli è stato chiesto il commento. Alle 7:29 è stata presa la decisione di cancellare il visto e gli è stato comunicato alle 7:42. Il giudice Kelly ha detto che se a Djokovic fosse stato concesso fino alle 8:30, avrebbe potuto consultare altre persone sulla decisione.

Gli scenari

Adesso Djokovic deve aspettare la decisione del governo, che potrebbe comunque impugnare una legge sull'immigrazione ed espellerlo per tre anni dal Paese. In questo modo non solo non parteciperebbe a questa edizione degli Australian Open ma neanche alle prossime. La partita però deve essere ancora giocata, perché gli avvocati non si fermeranno. E la battaglia legale andrà avanti. 

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