Rugby, Mondiali: da Nadia Comaneci a Mandela, la Storia nella finale Inghilterra-Sudafrica Le formazioni

Giovedì 31 Ottobre 2019 di Paolo Ricci Bitti
Rugby, Mondiali: da Nadia Comaneci a Mandela, la Storia nella finale Inghilterra-Sudafrica

La perfezione non è di questo mondo, ma è di questo Mondiale dopo che l'Inghilterra sabato scorso ha cancellato gli All Blacks, la Nuova Zelanda, ovvero la squadra più forte di sempre, tutti gli sport compresi. Non è che gli inglesi abbiano vinto 19-7 a Yokohama, è che proprio sono riusciti ad annichilire gli Dei ovali come non era dato vedere da almeno mezzo secolo.

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NADIA COMANECI
Così adesso la domanda che rimbomba dalla prima Coppa del mondo allestita in Asia è solo una: in finale, sabato alle 10 (Rai2), riusciranno gli inglesi a ripetersi come sarà necessario contro il Sudafrica? In un gioco complesso e affollato (46 giocatori nel foglio partita) come questo, raggiungere la perfezione è utopia: viene in mente solo un'altra partita, "la" finale, quella del 1995, quando proprio gli Springboks sorpresero il mondo abbattendo gli All Blacks dell'implaccabile Jonah Lomu.

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Forse allora è per questo che, sull'infinita via Zen della perfezione, il ct nippo-australiano Eddie Jones dell'Inghilterra ha inserito la storia dei 10 della ginnasta Nadia Comaneci fra le epopee da inculcare negli ultimi quattro anni nella psiche dei suoi giocatori, in frantumi dopo l'eliminazione con somma vergogna nella fase preliminare dei Mondiali 2015 ospitati proprio dagli inglesi.

INDIPENDENZA
Ancora a Yokohama si troveranno di fronte l'Inghilterra, inventrice del football giocato alla maniera della città di Rugby e soprattutto casa madre dell'ex Impero la cui squadra ha per patrono il principe Harry, e l'ex colonia sudafricana che più di ogni altra ha dovuto combattere contro di essa per ottenere l'indipendenza. E che proprio grazie al rugby girò pagina dopo l'immondo apartheid, secondo l'illuminata visione di Nelson Mandela (Nobel per la Pace) raccontata nel libro e nel film Invictus.

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Il Sudafrica è meno quotato della Nuova Zelanda, ma mille volte più duro e coriaceo: non ha bisogno dell'Haka per intimidire gli avversari, basta uno sguardo dei giganti Etzebeth e Mtawarira (sobriamente detto la Bestia) e poi, ancora più importante, il ct Rassie Erasmus ha chiuso il cerchio della Storia nominando capitano per la prima volta un nero, Siya Kolisi (non un coloured come Chester Williams, unica icona non bianca dei campioni del 1995) che lui stesso aveva visto luccicare di talento in un ghetto di Port Elizabeth quando aveva solo 16 anni.

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Un nero di etnia Xhosa, la stessa di Madiba, capitano della nazionale fino a una generazione fa simbolo del potere bianco boero e che ora conta su un terzo di giocatori non di ceppo afrikaaner o britannico: un asso, Kolisi, che, con tutta la squadra dietro di lui, ha arringato via Twitter la nazione dagli spogliatoi dopo la vittoria in semifinale sul Galles.

 

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Poi il Sudafrica ha vinto due finali su due, l'ultima nel 2007 proprio contro ghi inglesi  quando assistent coach dei Boks era - toh - Eddie Jones, ct adesso dell'Inghilterra che è alla sua quarta finale avendo però alzato la Coppa solo una volta, nel 2003, quando sconfisse l'Australia di - toh - Eddie Jones, maestro delle resurrezioni. E delle provocazioni: quella contro l'Haka degli All Blacks ha "pagato" in tutti i sensi. Vittoria per gli inglesi la cui federazione è stata però multata di 2mila sterline perché i giocatori, su idea di Jones, hanno invaso la metà campo dei tutti neri durante la danza maori.
Gli Springboks, però, non amano danzare: preferiscono la caccia grossa, quella agli ex padroni dell'Impero.

LE FORMAZIONI

Il ct Eddie Jones ha confermato la squadra che ha surclassato la Nuova Zelanda: unico cambio in panchina con il mediano di mischia Spencer che sostituisce l'infortunato Heinz.

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Anthony Watson, 13 Manu Tuilagi, 12 Owen Farrell (cap.), 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Sam Underhill, 6 Tom Curry, 5 Courtney Lawes, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Joe Marler, 18 Dan Cole, 19 George Kruis, 20 Mark Wilson, 21 Ben Spencer, 22 Henry Slade, 23 Jonathan Joseph

Il ct Rassie Erasmus recupera la freccia Kolbe che torna nel suo ruolo di ala dopo essere stato sostituito da  'NKosi nel match vinto dai Boks contro il Galles. Confermato il resto della squadra.

Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Cheslin Kolbe, 13 Lukhanyo Am, 12 Damian de Allende, 11 Makazole Mapimpi, 10 Handré Pollard, 9 Francois de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (cap,), 5 Lodewyk de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Mbongeni Mbonambi, 1 Tendai Mtawarira
A disposizione: 16 Malcolm Marx, 17 Steven Kitshoff, 18 Vincent Koch, 19 Rudolph Snyman, 20 Franco Mostert, 21 Francois Louw, 22 Herschel Jantjies, 23 Francois Steyn

Venerdì intanto alle 9.45 (RaiSport) la finalina per il terzo posto fra neozelandesi e gli All Blacks d'Europa, i gallesi. Che poi si sa che nel rugby contano parecchio anche queste partite.
 

Ultimo aggiornamento: 16:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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