Verona, Kalinic e un altro super gol di Dimarco stendono il Crotone: 2-1

Domenica 10 Gennaio 2021 di Matteo Sorio
Verona, Kalinic e un altro super gol di Dimarco stendono il Crotone: 2-1

Il Verona è la squadra di A che recupera più palloni, quasi 60 a partita. Frutti che cadono, a pioggia, dall’albero del pressing asfissiante che Juric fomenta, a voce alta, dalla panchina. È quella la trappola preferita dell’Hellas, ora a 27 punti, e in quella trappola è caduto il Crotone di Stroppa, nel 2 a 1 del Bentegodi (nel finale traversa di Colley, mancato tris). Nel gol di Kalinic, che non segnava dal 1° agosto scorso (Roma) c’è il recupero di Tameze ma pure la qualità di Barak e del croato, secondo attaccante a segno fin qui per Juric dopo Favilli e possibile nuovo chiavistello se sta bene: affondo repentino, pochi secondi per accelerare in profondità, battere Cordaz e mettere la gara sul proprio binario. Una gara in cui il Verona ha protetto nella ripresa ­– con qualche sofferenza fisiologica – quanto costruito nel primo tempo. Se Juric rinunciava a Veloso e Lazovic, per Stroppa, che resta fanalino a quota 9, le assenze di Benali, Cigarini, Marrone, Festa si sono fatte sentire. Aveva detto alla vigilia, il tecnico dei calabresi: «Non cambio». Ancora 5-3-2 dal 1’, nel Crotone, peggior difesa e tra i fatturati offensivi più magri di A. Stroppa ha scelto Riviere anziché Simy, davanti, e lanciato Djidji, sulla corsia di Zaccagni, assegnando a lui e Molina (male) una delle marcature più scomode di giornata. Dopo il break, le correzioni, secondo il 4-3-1-2: dentro Simy, Riviere vicino a lui, Messias trequartista. Meglio così, il Crotone. Ma la chiave, maturata nei primi 45’, è stata nei pochi varchi che l’Hellas ha concesso ai rossoblù, e nei tanti lasciati al contrario sgombri, specie dalle parti dello stesso Zaccagni: nel raddoppio di Dimarco sempre nel primo tempo (seconda gara in fila sul tabellino, per lui) l’imbarazzante libertà concessa al gioiellino del Verona nell’infilarsi e rifinire per il laterale ex Inter. Dall’intervallo la partita si è parzialmente riaperta perché con Simy il Crotone ha guadagnato autostima e un’antenna in avanti. Dopo il graffio di Messias – che ha partecipato attivamente a sette degli ultimi undici gol: cinque reti e due assist – è  mancato l’altro affondo, complice anche un Verona che il mestiere di chiudersi lo conosce bene. Proprio Hellas e Crotone sono le uniche squadre a non aver mai guadagnato punti da situazioni di svantaggio: era fatale, forse, che la prima a mettere la freccia si prendesse l’intero bottino.

 

 

 


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