Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Suarez: «Al passaporto italiano lavoravo da un anno, su di me non c'era solo la Juve»

Suarez: «Al passaporto italiano lavoravo da un anno, su di me non c'era solo la Juve»
3 Minuti di Lettura
Venerdì 5 Febbraio 2021, 15:27

Luis Suarez, attaccante ex Barcellona ora all'Atletico Madrid, ha rilasciato una lunga intervista al programma "El Transitor" su "Onda Cero". Il centravanti uruguaiano ha parlato anche dell'addio quest'estate al club blaugrana e del caso della cittadinanza italiana ottenuta con un esame all'Università di Perugia: «Non c'era solo la Juventus in estate, ma anche altri club interessati. Il passaporto italiano? Ho continuato a portare avanti il discorso perché ci stavo lavorando da un anno». 

L'addio al Barcellona. «Fino a quando non ho lasciato il Barcellona non volevo fare nulla. Koeman mi ha chiamato e mi ha detto che non contava su di me. Ho accettato la decisione ma gli ho detto che avevo un contratto e che sarebbe stata la società a comunicarmelo. Non sono riuscito a parlare con Bartomeu, lo ha fatto il mio avvocato. È stata dura, specie quando ho dovuto dirlo ai miei figli».

Luis Suarez ai pm di Perugia: «Sì, conoscevo le domande dell'esame»

Ora però c'è l'Atletico di Simeone, dominatore della Liga. «A Madrid ho avuto subito un ottimo feeling. La verità è che qui mi trovo molto bene. Simeone è uno di quegli allenatori che quando si tratta di convincere un giocatore lo fa, grazie alla sua mentalità. Mi ha detto che si fidava delle mie qualità nonostante qualcuno dicesse che non ero più al massimo della carriera».

L'amicizia con Messi e il contratto rivelato da El Mundo. «Un giorno prendemmo insieme del mate, lì abbiamo iniziato a creare un grande feeling, poi anche con le famiglie. Le nostre mogli hanno anche loro un ottimo rapporto. Non capisco perché sia stato reso pubblico qualcosa di privato come il contratto di Leo, con tutto ciò che Messi ha dato al Barcellona. Non c'è mai stato un calciatore che ha dato così tanto a un club».

© RIPRODUZIONE RISERVATA