Roma, Mourinho: «Senza Cristante il lavoro fatto è da buttare. Momento difficile»

Roma, Mourinho: «Senza Cristante il lavoro fatto è da buttare. Momento difficile»
di Gianluca Lengua
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Sabato 20 Novembre 2021, 16:44 - Ultimo aggiornamento: 17:00

José Mourinho ha perso Cristante e Villar per Covid alla vigilia della partita contro il Genoa. Due assenze che si vanno ad aggiungere a quelle dei tre terzini e di Smalling («Magari riesce a tornare», ha detto il tecnico a telecamere spente): «Il lavoro che abbiamo fatto durante la settimana, va nella spazzatura. Le dinamiche offensive e difensive le abbiamo perse nel momento in cui abbiamo perso Cristante». L'allenatore ha poi fatto scena muta quando gli è stato di commentare le parole di Tiago Pinto rilasciate in settimana. La società, però, ha fatto sapere che in realtà non ha voluto commentare l’intervista di Conte e non vuole parlare del Tottenham. Ecco la conferenza stampa integrale. 

Roma, Cristante e Villar positivi al Covid alla vigilia del Genoa: sono in isolamento

Mourinho: «Senza Cristante il lavoro fatto è da buttare. Momento difficile»

Leggevo un’intervista di Antonio Conte alla Gazzetta che raccontava le prime settimane al Tottenham: «Qui c’è tutto per lavorare al meglio, ma anche tanto da fare. Bisogna avere pazienza e dovrò essere io bravo a trovarla la pazienza». Mi sembra di ritrovare la situazione della Roma. Lei ce l’ha la pazienza dopo le parole che ha detto Pinto in settimana: «Siamo ambiziosi, ma non faremo un instant team»?

«Prossima domanda».

Ritroverà Shevchenko, un ricordo di quando eravate allenatore e giocatore? Cosa pensa della sua carriera?

«È una domanda un po’ strana perché doveva essere facile per te decidere se quello che qualcuno ha detto è vero o se la verità è che abbiamo un buon rapporto. Il primo ricordo che ho è la prima volta che l’ho visto giocare. Facevo il match analyst per una partita di Champions contro il Barcellona, la prima volta che l’ho visto giocare è stata una partita tra Psv e Dinamo Kiev. La storia l’ha fatta lui e c’è poco da dire. Quando diventi Pallone d’Oro o vinci la Champions e tanti titoli, sei tu che fai la tua storia. Questa è la sua prima esperienza da allenatore di club, ha fatto molto bene con l’Ucraina, ha dimostrato di avere un’idea o una filosofia tranquilla e silenziosa. Mi piacerebbe che possa capitargli quello che è capitato a me: la prima partita ufficiale come allenatore ho perso e poi ho vinto tanto. Gli voglio bene: gli auguro di perdere la prima e di avere successo e gioia nella sua carriera da allenatore».

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I due casi di positività la obbligano a rivedere i piani per la partita, Pellegrini può avere un ruolo diverso rispetto al solito?

«Il lavoro che abbiamo fatto durante la settimana e che voi con le vostre fonti avete capito e seguito, è lavoro che va nella spazzatura. Le dinamiche offensive e difensive le abbiamo perse nel momento in cui abbiamo perso Cristante. Un altro problema oltre a quelli che abbiamo come quello di tre terzini sinistri fuori. C’è gente che deve fare il sacrificio di giocare in posizioni non sue, bisogna adattarsi e trovare un puzzle per fare una buona partita. È un momento di difficoltà. Pellegrini? È un tipo di domanda per capire chi di voi è più bravo. Solo io so come giocheremo domani, i miei assistenti non lo sanno, i giocatori non lo sanno, i procuratori non lo sanno. Per adesso le vostre fonti non hanno acqua. Oggi non abbiamo fatto allenamento in vista della partita. Sarà divertente per voi capire come giocheremo». 

A Venezia in emergenza ha adottato la difesa a tre, visto l’imprevisto Cristante, Zaniolo come potrebbe essere schierato? Come l’ha visto in settimana?

«Non capisco la connessione tra Zaniolo e Cristante. Non vedo Zaniolo giocare come 6, Cristante ha giocato difensore centrale e Zaniolo non può giocare centrale. Io non dico se giochiamo a tre o a quattro, le vostre fonti vi hanno detto che in due dei tre giorni abbiamo fatto lavoro con difesa a tre. Questo è vero, ma non dico come giocheremo. L’assenza di Bryan non influenza questa situazione, le posizioni in cui può giocare Nicolò le conoscono tutti». 

Il Genoa ha un nuovo allenatore, è la seconda volta che le capita. È una partita con tanti interrogativi, è questa la sua più grande difficoltà?

«Non dico che giocheremo al buio, ma con qualche difficoltà. Anche loro le hanno perché non sanno come giochiamo noi. La difficoltà maggiore per noi due è che ci sono calciatori importanti non a disposizione. Giocare contro una squadra che ha un nuovo allenatore crea più punti interrogativi, ma come ha detto Shevchenko in conferenza stampa non sarà tanto la sua idea di gioco, ma i giocatori a disposizione a fare la differenza. Noi siamo in difficoltà: non abbiamo terzini sinistri e mancano anche i difensori centrali. Cristante sarebbe potuto essere un difensore nella difesa a quattro o a tre. Ma alla fine sarà Genoa-Roma, sia noi che loro abbiamo bisogno di punti. Sarà una partita divertente, con voglia di giocare e di vincere. Sono state tutte fino ad ora partite divertenti, tranne quella di Bodo». 

Quella di domani sarà una partita da giocare con grande aggressività o servirà più pazienza?

«Ci saranno lo stadio e i tifosi, la nuova proprietà che ha un’influenza di speranza e motivazioni. Lo stadio è bellissimo, ambiente difficile. Noi avremo sempre tanti tifosi, magari mille o duemila e sarà una motivazione per noi. Le difficolta rendono le persone più unite. Non dovremo entrare in campo con altre idee che non siano quelle di vincere la partita».   

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