Roma, Monchi: «Alisson? Offerta fuori mercato. Ambizione è fare le cose con la testa»

Giovedì 19 Luglio 2018 di Gianluca Lengua
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Foto MANCINI

Ramon Monchi prende la parola in occasione della conferenza stampa di presentazione di Kluivert. Il ds giallorosso spiega la cessione di Alisson al Liverpool e le possibili trattative per il futuro. 

Arrivare a Kluivert. «È stata una trattativa complicata perché un giocatore così, con questa prospettiva futura è voluto da tutti. Quando si trova la volontà di venire qui tutto diventa più facile. La prima volta che ho avuto un appuntamento con Kluivert è stato importante fargli capire che il suo percorso nella Roma sarebbe stato ideale. La fiducia che abbiamo nel suo percorso è grande, ma bisogna lavorare tanto dato che viene da un altro calcio».
 
Il lavoro della squadra. «Sono molto soddisfatto, la scelta di lavorare a Trigoria è stata una bella decisione e anche l’atteggiamento dei calciatori è stato buono. È stato un bel ritiro. 
 
Alisson. «Non abbiamo chiuso nulla fino ad ora, la trattativa si chiude quando tutto è pronto. È vero che Alisson è a Liverpool, siamo in una trattativa avanzata, ma ancora non è chiuso. Se alla fine andrà tutto bene si chiuderà presto. Ho spiegato tante volte che il lavoro del direttore sportivo non è solo di comprare giocatori, ma anche capire cosa è meglio per la società per la società. Non è solo importante il risultato sportivo, ma anche quello economico. È arrivata un’offerta fuori mercato e molto importante per Alisson, abbiamo valutato i pro e i contro e alla fine abbiamo fatto una scelta e parlato con il Liverpool per trovare l’accordo. Mancanza di ambizione? No, noi continuiamo allo stesso livello se non di più. Abbiamo venduto Alisson e Nainggolan e ne abbiamo presi 10. Continuiamo a lavorare per trovare calciatori per diventare una squadra importante. L’ambizione cos’è? È fare le cose con la testa, senza la testa diventi uno sprovveduto. Non voglio fare cose che mettano in difficoltà questa società. Abbiamo l’esempio recente di una squadra importante di questo Paese che in questo momento non può giocare in Europa, altre hanno difficoltà per fare la rosa per la lista Uefa. Ho provato a fare la squadra più forte possibile non per quest’anno, ma per altri anni. Sono convinto al 100% di riuscirci. Lo scorso anno parlavamo di Ruediger, Paredes, ma poi la squadra ha fatto la miglior stagione degli ultimi 10 anni arrivando terza e in semifinale di Champions. L’ambizione va fatta con la testa, Alisson è fortissimo, non so se è il miglior portiere del mondo ma ci siamo vicini, ma anche lui ha dovuto fare un percorso. Lo scorso anno dopo l’uscita di Szczesny era finito il mondo, ci vuole tempo».
 
Olsen. «Lui è una possibilità, stiamo lavorando con tranquillità, ma senza fretta. È meglio essere convinti e trovare condizioni economiche migliori per la società che fare qualcosa sotto la pressione dell’uscita di Alisson. La pressione più difficile che io devo sopportare è la mia, non c’è nessuno che mi mette più pressione che me stesso». 
 
La pressione. «Non troverete un ds più vicino al pensiero dei tifosi di me. A volte sono troppo tifoso, ma devo prendere decisioni per ciò che penso sia meglio per la società. Una parte dei tifosi è arrabbiata probabilmente, ma quando la Roma vince sono tutti contenti. Devo trovare la strada per creare la squadra più forte possibile e fare felici i tifosi. So che sono stanchi delle parole. Roma non si è fatta in un giorno. Sono qui da 14 mesi, datemi tempo. La squadra sarà più forte? Torno a quello che ho detto. Presentiamo Kluivert, che tre mesi fa era impossibile ed ora è qua. Pastore mi avevate detto che era impossibile e l’ho detto anche io, e invece era qua. Malcom si diceva fosse una follia, ora è una possibilità. Così si deve parlare di Roma, non solo per le cessioni. Nel cellulare ho tanti messaggi di complimenti per la squadra che stiamo facendo, sono giocatori molto importanti che i colleghi conoscono. È giusto dire che avere la possibilità di avere Kluivert, Cristante e Pastore è una grande cosa». 
 
Malcom. «Sono andati via Alisson e Nainggolan che sono fortissimi. Sono rimasti giocatori che saranno più forti e arriveranno giocatori che renderanno la rosa più forte possibile. Manca ancora un mese e nella mia testa sono cose che mi fanno ben sperare». 
 
La volontà di Alisson di essere ceduto. «Io voglio ringraziare Alisson e non ho mai visto la pressione del ragazzo di andare via. Il comportamento di Alisson con me è stato da 10, lui ha accettato, ma non ho mai sofferto la pressione. Trattenerlo? Il lavoro di un direttore sportivo è capire il prima possibile  quello che succede. Se ad esempio chiamassi Justin e lui non mi rispondesse, poi chiamassi il procuratore e prendesse tempo, allora capirei che non vuole essere alla Roma. Se si parla di Real Madrid, Liverpool e Chelsea per Alisson devo capire che qualcosa succede. Io posso fare finta di niente o capire che qualcosa può succedere e deve cominciare a lavorare la soluzione migliore per la mia società. Io faccio queste operazioni perché penso siano buone per la società, a volte io faccio cose che voi e i tifosi non capite ma lo faccio per il bene della società. Quando arrivano club forti economicamente uno deve capire cosa sta succedendo». 
 
Mercato uguale senza cessione Alisson. «È il mio modo di lavorare. Ho cercato di dare prima possibile la rosa a Di Francesco per aiutarlo. Non cambia. Lavoro tanto con WyScout, quando faccio le cose prima sono pensate».
 
N’Zonzi. «Gli faccio grandi complimenti per il campionato del mondo. Tutti sanno che mi piace tanto, ma credo che ad oggi non sia un obiettivo reale per noi». 
 
Roma seconda forza. «Non cambia dire essere la prima, la seconda o la terza, voglio fare la squadra più forte possibile. Abbiamo uno degli allenatori più forti del calcio italiano e abbiamo uno spogliatoio ambizioso. Sono queste le cose importanti, c’è uno spirito di lavoro collettivo, quando tutti vanno nella stessa direzione è più facile arrivare all’obiettivo». 
 
La fiducia. «Capisco che la parola tempo è difficile da usare in questa sala stampa, perché arriva un direttore sportivo dalla Spagna e a un tifoso della Roma che non vince da tanti anni gli viene da dire “torna a Siviglia”. Io non posso farci nulla se la Roma non ha vinto negli ultimi anni, io chiedo tempo perché ne ho bisogno. Siamo arrivati in semifinale di Champions e vorrei solo un po’ di fiducia. So che sono tutti stanchi delle parole, io sono convinto al 100% di vincere in un anno o due, se non succede prenderò l’aereo e andrò via. Io sono tifoso, prima di tutto».

Ultimo aggiornamento: 15:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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