Calcio, videochiamata della pace tra Demba Ba e l'arbitro Coltescu: «Non era razzismo»

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di Benedetto Saccà
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Martedì 15 Dicembre 2020, 13:00 - Ultimo aggiornamento: 16:59

Per fortuna ogni tanto arrivano anche delle buone notizie. Stavolta la novità piove dalla Romania. Ricordate la partita di Champions, Psg-Basaksehir, sospesa l’8 dicembre per le frasi razziste del quarto uomo (e completata il giorno dopo ad arbitri cambiati), no? Benissimo. Ecco, da quanto raccontano in Romania, uno dei giocatori del Basaksehir, cioè Demba Ba, e il quarto uomo incriminato Sebastian Coltescu avrebbero parlato per telefono e si sarebbero addirittura chiariti. A raccontare il fatto è stato, mediante serie di tweet, il giornalista Emanuel Rosu, niente meno che il giurato romeno per il Pallone d’oro. La (video)telefonata – partita tra l’altro da Demba Ba e non già dal quarto uomo... – sarebbe stata favorita dal lavorìo e dai buoni uffici di Ousmane N’Doye, ex centrocampista del Senegal, una vita (calcistica) passata in Romania e, a quanto pare, più o meno conoscente comune dei due protagonisti. 

E dunque. Racconta N’Doye tramite i sapienti tweet di Rosu: «Demba non ha mai detto che si sia trattato di razzismo (possibile?, ndr). Ha solo pensato che Coltescu non avrebbe dovuto usare la parola “nero” in uno stadio. Coltescu ha capito. Sono un grande sostenitore della pace. Sia Coltescu che Demba mi hanno chiamato dopo aver parlato, sono rimasti colpiti dalla bella conversazione che hanno avuto. Sono sicuro che sia stato solo un malinteso. Conosco i romeni, non ho mai avuto problemi con il razzismo quando giocavo nel loro paese. Ho cercato di ottenere il numero di Coltescu appena ho potuto per incoraggiarlo, so che non è razzista», si legge.

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Ovviamente la Uefa non si accontenterà di una telefonata internazionale e di una stretta di mano virtuale, ma continuerà a indagare nel perimetro dell’inchiesta aperta subito dopo serataccia. Dopotutto, molto si è saputo, però ancora tanto rimane da scoprire.

Secondo la versione dei fatti più accreditata, ad esempio, il quarto uomo Coltescu si è rivolto al viceallenatore del Basaksehir, vale a dire il camerunense Webo, definendolo «negru». E qui si è subito aperto il tragico, nonché apocalittico, dibattito tra filologi, interpreti, traduttori simultanei, sofisti, esegeti vari e chi una volta forse ha fatto scalo a Bucarest. Per cui parrebbe che in romeno «negru» significhi «nero» e non «negro» con tanto di carica razzistica. Sarà. In realtà sembrano parolacce razziste entrambe, quanto meno nella sostanza. Ma chissà...

Ad ogni modo. Dopo l’episodio del «negru», Demba Ba si è scagliato contro il quarto uomo Coltescu e il Basaksehir ha abbandonato il campo, subito imitato dai giocatori del Psg. «Perché per rivolgerti a un ragazzo bianco non dici “bianco”, mentre per farlo con un ragazzo di colore dici “nero”?», avrebbe urlato Demba – peraltro avendo ragione a tonnellate. 

E non è tutto, figuratevi. Volendo darre credito a un’altra versione, portata alla luce in un secondo momento, l’epiteto «negru» sarebbe stato pronunziato inizialmente in realtà dall’assistente arbitrale Octavian Sovre, a sua volta offeso da alcuni tesserati del Basaksehir con il titolo di «gipsy», ovvero zingaro. Un disordine terrificante, sì. 

Ora la Uefa indagherà, valuterà e emetterà una sentenza – in genere su temi del genere non è tanto disposta a offrire sconti. E viene senz’altro da pensare che abbia ragionissima il fuoriclasse della Formula 1, Lewis Hamilton, che ha timbrato la vicenda con la semplicità esatta di tre paroline facili facili: «Questo è inaccettabile». Abbastanza comprensibile, no?

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