Psg-Basaksehir, Coltescu l'arbitro dello scandalo: «Non sono razzista». Identikit dell'ingegnere di Craiova

Psg-Basaksehir, Coltescu l'arbitro dello scandalo: «Non sono razzista». Identikit dell'ingegnere di Craiova
3 Minuti di Lettura

«Sto solo cercando di essere bravo. Non leggerò nessun sito in questi giorni. Chi mi conosce sa che non sono razzista, spero almeno questo». È quanto dichiara, riporta il quotidiano specializzato rumeno «Pro Sport», l'arbitro Sebastian Coltescu, ieri nel ruolo di quarto uomo, protagonista della frase razzista che ha portato all'inedita decisione delle squadre in campo, Paris Saint Germain e Istanbul Basaksehir, di fermare il match. 

Nato a Craiova in Romania, 43 anni, di professione ingegnere, Coltescu è un arbitro di lungo corso, ha diretto in carriera 364 partite, delle quali ben 270 nella Serie A romena. In Europa ha collezionato nove presenze tra Champions ed Europa League e ha arbitrato sette gare tra squadre Nazionali. Noto per il suo carattere deciso e decisionista, c'è chi lo accusa di avere il cartellino facile (ne sarebbero stati contati oltre duemila in sedici anni di attività) e di voler essere sempre protagonista in campo. A volte troppo. Come per molti altri arbitri, fioccano anche per Coltescu le polemiche per decisioni ritenute ingiuste o del tutto sbagliate. Come quella volta nel 2015 quando annullò tre gol allo Steaua Bucarest durante una partita contro l'Astra, poi persa 2-0, suscitando critiche furiose. Nel 2013 durante la sfida tra Petrolul-Gaz Metan tirò fuori sei volte il cartellino rosso e prese per il collo un giocatore che aveva protestato, secondo lui troppo duramente, per l'espulsione. Nel 2008 un contestatissimo 0-0 tra Gaz Metan e Brasov, per rigori non dati e espulsioni facili, gli costò lo stop per un intero girone di campionato. La vicenda più controversa risale però al 2007 quando, per motivi mai del tutto noti, Coltescu ormai lanciato verso una promettente carriera fu improvvisamente retrocesso alla Serie B romena. Qualche tempo di purgatorio e poi il rientro in Serie A e sulla scena internazionale. Nelle ore successive al fattaccio di Parigi la vita dell'arbitro romeno viene rivoltata come un calzino. Ne sono emerse vicende personali delicate: un tentato suicidio nel 2008, la depressione per la morte ravvicinata di entrambi i genitori per tumore, il divorzio dalla seconda moglie. Ora la notorietà mondiale per una brutta storia di razzismo e l'attesa di un provvedimento disciplinare che potrebbe fargli chiudere prima del tempo la sua carriera. Ma anche la certezza che, senza rendersene conto, l'ingegner Coltescu ha dato uno straordinario contributo alla lotta contro il razzismo negli stadi.

Mercoledì 9 Dicembre 2020, 12:02 - Ultimo aggiornamento: 13:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA