Roma, Mourinho: «Differenze enormi tra noi e l'Atalanta. Non giochiamo per il quarto posto, ma per vincere»

Roma, Mourinho: «Differenze enormi tra noi e l'Atalanta. Non giochiamo per il quarto posto, ma per vincere»
di Gianluca Lengua
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Venerdì 17 Dicembre 2021, 16:39

José Mourinho trasmette sicurezza alla vigilia della trasferta della sua Roma contro l’Atalanta: «Andiamo lì per vincere, anche se c’è una differenza fondamentale tra l’Atalanta e noi: sei mesi per me, sei anni per Gian Piero». Il tecnico ha poi confermato la presenza di Smalling e Zaniolo e messo in dubbio quella di Ibanez: «I gol di Nicolò arriveranno e servono per vincere, però, lasciatelo tranquillo e fatelo crescere». Ecco la conferenza stampa alla vigilia di Atalanta- Roma. 

Mourinho: «Differenze enormi tra noi e l'Atalanta. Non giochiamo per il quarto posto, ma per vincere»

Servirà un’impresa per battere l’Atalanta? Ha recuperato Smalling?

«Smalling ha recuperato, è in condizioni di giocare senza problemi. C’è una differenza fondamentale tra l’Atalanta e noi: sei mesi per me, sei anni per Gian Piero. E questo è fondamentale, sei mesi e sei anni significa anche non solo il numero degli allenamenti e identificazione nei processi e nelle idee, sono 12 finestre di mercato contro una. È una società fantastica, stabile, era una squadra di metà classifica e dieci anni dopo è diventata una squadra da Champions League che gioca per vincere lo scudetto. Noi siamo una squadra con una proprietà nuova che sta facendo un lavoro fantastico in tutti i livelli, un allenatore arrivato da sei mesi, un mercato reattivo e non pro-attivo. C’è una differenza significativa nei momenti di crescita. Però non ho dubbi sul fatto che noi domani possiamo vincere, il calcio è il calcio, abbiamo uno spirito di squadra unico ed è ovvio che guardando la loro panchina esiste tanta qualità ed esperienza e dalla nostra parte ci sono problemi con gli infortuni e tanta gente giovane che ha un numero ridotto di minuti in Serie A di alto livello. Noi andremo lì per vincere. Se tu adesso mi chiedi “Pareggio e resti a casa?”, ti rispondo di no. Io voglio misurarmi con una squadra che rispetto e ammiro per il lavoro che si è fatto a Bergamo con l’Atalanta. Andiamo lì per vincere». 

Può essere la partita di Zaniolo?

«Sta giocando bene. Non parlo del ruolo, ha una buona mentalità. Quello che è successo a Sofia è anche conseguenza di una partita finita in cui non ha voluto rischiare niente. I numeri sembrano numeri strani, non ha fatto un gol in Serie A, ma io sono contento. I gol arriveranno e servono per vincere, però, lasciatelo tranquillo e fatelo crescere. Io sono contento e non sono preoccupato, può solo migliorare e magari domani non potrà vincere da solo, ma sono fiducioso che possa fare bene. Sarà titolare». 

L’Atalanta è un modello da seguire?

«Ci sono diversi modelli da seguire e il loro a me piace tanto. Io ho fatto tanti anni nei club, con modelli totalmente diversi direzionato per un mercato aggressivo e molto costoso. Ho ammirazione per questo profilo di progetto. Il progetto è lì, sono sei anni con un mercato intelligente, una squadra forte nella stabilità economica. Rispetto e ammirazione per loro, però, dove erano dieci anni fa? E se noi romanisti guardiamo in maniera fiduciosa ai nostri proprietari e allenatore, sono sicuro che la direzione è giusta».

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Come sta Ibanez?

«Così e così». 

È pronto a emozionarsi anche per obiettivi minori?

«Ci sono allenatori che si emozionano per la salvezza. Gli allenatori che non hanno mai vinto un trofeo e non sono stati vincenti a quel livello, hanno comunque degli obiettivi. Se si salva lo Spezia, il Genoa o la Salernitana, gli allenatori hanno ragione a esultare. Sono pronto a esultare per i nostri obiettivi. In questa prima stagione non abbiamo nemmeno un traget, al di là della classifica, noi ne abbiamo altri. In questo tipo di progetto c’è una cosa fondamentale: quando un progetto a breve termine non è importante l’empatia, ma quando è a lungo termine ci deve essere. Non puoi vivere con una persona per sei anni senza empatia, quando stai creando un progetto a lungo termine ce n’è bisogno. Qui si respira un’atmosfera fantastica, che dà una tranquillità enorme in questo tipo di progetto. Domani il nostro obiettivo sarà vincere». 

Vincere o perdere domani inciderà sulla Champions?

«Non voglio giocare questa partita con questo pensiero. Magari i numeri dicono tanto, una cosa è una differenza di 7/8 un’altra è 11/12 punti. La sfida domani sarà giocare contro una squadra di grandissima qualità». 

L’Atalanta è molto pericolosa con i trequartisti, difendere la porzione tra centrocampo e difesa sarò una chiave tattica della Roma?

«Contro lo Spezia abbiamo problemi nel secondo tempo perché abbiamo perso la palla troppo facilmente. Se invece che lo Spezia ci fosse stata una squadra con un giocatore di livello superiore, magari quella partita non l’avremmo persa. È molto ovvia la qualità dei loro trequartisti, Pasalic, Malinovskyi, Miranchuk, Ilicic, mi devo però concentrare su di noi e non possiamo perdere la palla così facilmente. Dobbiamo gestori dei ritmi di gioco. Ieri abbiamo lavorato su questo circa una mezzora. Dobbiamo avere più sicurezza nel possesso palla».

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