Mattarella riceve gli atleti olimpici e paralimpici: «Avete emozionato gli italiani»

Mattarella riceve gli atleti olimpici e paralimpici: «Avete emozionato gli italiani»
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Giovedì 23 Settembre 2021, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 21:47

L'Italia che riparte si specchia in voi. Gli azzurri di Tokyo, olimpici e paralimpici, vorrebbero che l'estate magica non finisse mai. A prolungarla con un'altra medaglia è Sergio Mattarella, presidente della Repubblica e primo tifoso che «ha seguito i Giochi, anche se di giorno perchè di notte come facevano tanti italiani non mi era concesso, vista l'età...». Al Quirinale sono 109, tra ori argento e bronzo, a far squadra per riconsegnare il tricolore portato in Giappone e ora firmato da tutti quelli saliti sul podio. 

Mattarella riceve gli atleti olimpici e paralimpici

Nei giardini del Colle, l'atmosfera è formale ed allegra, perché più che una cerimonia è una festa al termine di una stagione di incredibili vittorie, da record ai Giochi. «Avete emozionato gli italiani. Vi sono momenti in cui lo sport assume significati più ampi. Il nostro Paese è in ripresa, si è sentito rappresentato, si è sentito coinvolto da voi», il complimento di Mattarella. Sulla stessa onda il premier, Mario Draghi, che dopo il Quirinale ha ricevuto le due delegazioni a Palazzo Chigi. «L'Italia va veloce, e quando salta vola: voi siete la generazione che vuole cambiare il Paese, e ci riuscirete», il complimento prima del brindisi. Ci sono Vito Dell'Aquila, primo oro, e Marcel Jacobs, uomo-jet, più gli altri staffettisti - Patta, Desalu e Tortu - che consegnano al Capo dello Stato il testimone della staffetta. 

Gli alteti

C'è il trio magico Sabatini-Caironi-Contrafatto, per il podio tutto italiano dei 100 paralimpici al femminile. C'è Bebe Vio, oro individuale e argento a squadra dopo aver rischiato una nuova amputazione ad aprile. E ci sono i «fratelli e sorelle» d'Italia - come li chiama Giovanni Malagò - che hanno vinto più di tutti, come ricorda Mattarella con memoria da vero appassionato. «Non posso non menzionare le sette medaglie di vario colore di Stefano Raimondi, le cinque di Carlotta Gigli, Giulia Terzi e Antonio Fantin, e non vorrei trascurare neanche chi ne ha avute 'soltantò quattro, come Barlaam, Trimi, Palazzo...». Ma due preferenze, il Capo dello Stato le ha confessate: «Al primo giorno delle Paralimpiadi, ho telefonato a Pancalli e gli ho fatto una richiesta che lui ha tenuto segreta: vincete una medaglia più degli olimpici», il tributo all'importanza sociale delle Paralimpiadi. E poi la storia di Tamberi-Barshim. «Non ho dimenticato la sua, di gara - ha detto Mattarella rivolgendosi all'oro dell'alto - la scelta è stata splendida: anziché proseguire un accanimento agonistico per prevalere di misura al ribasso avete compiuto un gesto di vero valore sportivo» (per l'oro nel salto in alto sono state «parole davvero toccanti e importanti»).

Le storie

Ma anche quella di Bebe Vio, che dopo aver vinto l'oro nel fioretto ha confessato di aver rischiato di morire, lo scorso aprile, a causa di una grave infezione: «È stata una entusiasmante vittoria sull'avversità». Non ci sono state solo le medaglie: «Tanti vostri colleghi delle Olimpiadi e delle paralimpiadi hanno fatto delle prestazioni di grande importanza e non soltanto per i quarti posti». Una su tutte arriva dal nuoto, «la finale di Federica Pellegrini, adesso dirigente del Cio». Ha manifestato tutto l'orgoglio di un mondo che da quest'estate ha avuto i riflettori puntati il presidente del comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli: «Abbiamo vinto 69 medaglie, ed è successo qualcosa d'incredibile, abbiamo fatto breccia nel cuore degli italiani, ma non vogliamo commuovere ma smuovere». Anche se «Tokyo testimonia su quanto c'è ancora da fare per garantire pari dignità di accesso allo sport come strumento fondamentale per riconoscere i diritti individuali dei paralimpici». Ma il cammino è lungo anche su un altro versante: «Lo sport ha anche bisogno di investimenti e scelte coraggiose, da troppo rimandate, a cominciare dalla questione della pratica nella scuola», ha rimarcato la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Valentina Vezzali, che ha definito lo sport «la locomotiva emozionale del Paese». Poi tutti da Draghi per un saluto informale. Il dono della bicicletta nera, con il tricolore italiano sui lati, da parte del quartetto d'oro dell'inseguimento a squadre autore di una splendida rimonta (Lamon, Milan, Consonni e Ganna) e quello della bandiera del Cip, con le firme di tutti gli atleti paralimpici. Un augurio per l'Italia, che vuole rimontare

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