Lazio, l'unione fa la Champions

Martedì 15 Maggio 2018 di Emiliano Bernardini
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Una finale non ha bisogno di stimoli ulteriori per essere giocata al massimo. Figuriamoci se poi in ballo ci sono circa 35 milioni e la possibilità di permettere alla Capitale di mettersi una coccarda da mostrare con fierezza a Milano. Lazio-Inter non è solo uno spareggio Champions ma molto di più. Allora bisognerà marciare tutti uniti verso un obiettivo che i biancocelesti meritano più di chiunque altro. La chance buttata via domenica a Crotone ha lasciato l’amaro in bocca soprattutto ad Inzaghi e al suo staff: «Abbiamo un altro match point davanti ai nostri meravigliosi tifosi, speriamo di regalargli questa gioia», ha detto ieri al premio Beppe Viola. Avrebbero voluto vedere un atteggiamento differente, più grinta e cattiveria. E’ questo che fa la differenza tra le grandi squadre e quelle che non lo saranno mai. Nello spogliatoio e nel viaggio di ritorno in aereo c’è stato un confronto. Il tecnico ha espresso un pensiero ben preciso: qualcuno ha pensato che bastasse andare al piccolo trotto per battere il Crotone. E la dimostrazione è che il ritmo si è alzato nel secondo tempo dopo il secondo gol subito.
VALUTAZIONI NECESSARIE
Pensieri rivolti soprattutto a Felipe Anderson che nel primo tempo non ha attaccato la profondità come avrebbe dovuto e nella ripresa che invece doveva essere più esterno per aprire il Crotone andava spesso in mezzo. Resta sempre quel dilemma che tutti i tifosi si pongono da tempo: diventerà mai un campione? Ecco che contro l’Inter domenica sera i punti interrogativi sono tantissimi. Il primo è proprio il brasiliano che spesso regala più certezze a gara in corso. Il nodo principale sono gli infortunati: Immobile, Parolo e Luis Alberto. Di sicuro stavolta, memori dell’esperienza dello scorso anno in Coppa Italia contro la Juventus lo staff non farà follie per farli rientrare. Giocheranno solo se staranno bene. A questo punto l’unico ad avere chance importanti di giocare è Immobile. Corre già da qualche giorno e la gamba risponde bene. Lui vuole esserci a tutti i costi ma la volontà non deve prevalere sulla qualità del recupero. Parolo sarà quasi sicuramente out. Impossibile vedere in campo Luis Alberto nonostante i suoi sforzi di recuperare in tempi record. Neanche il viaggio a Siviglia può fare miracoli.
POLEMICHE CONTINUE
Bisogna ragionare da squadra. Per una volta si faccia in modo che sia il simbolo sul petto a contare e non i nomi dietro. In questo senso è difficile fare valutazioni sul caso de Vrij. Una cosa è chiara: non deve influenzare negativamente lo spogliatoio. Mercoledì o giovedì ci sarà un nuovo colloquio tra giocatore e tecnico. «Lui è un professionista e un ottimo giocatore, se giocherà lo farà al meglio onorando la società, i tifosi e i compagni con cui ha condiviso tante gioie in questi anni» ha sottolineato. Ma Simone la sua scelta sembra averla già fatta. Il pensiero è questo: se sbaglia un qualsiasi altro centrale amen, ma se contro l’Inter sbaglia lui? Ecco la risposta è semplice e i tifosi questo lo hanno capito benissimo. I giocatori ragionano da aziende autonome in questi casi. Ma la “guerra” con l’Inter è apertissima. Ieri il ds nerazzurro Ausilio ha risposto a Tare: «Avevamo avvertito la Lazio a marzo». I biancocelesti però hanno l’arma dell’unità che più volte quest’anno li ha fatti emergere sugli altri. Tutti compatti verso un obiettivo che deve tingersi di biancoceleste. A spingere Immobile e compagni verso la metà ci saranno anche i tifosi. Saranno quasi 55 mila i cuori che batteranno. In settimana verrà aperta anche l’altro spicchio della curva Sud.
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