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Inzaghi, dalle parole d'amore per la Lazio al volta faccia notturno

Inzaghi, dalle parole d'amore per la Lazio al volta faccia notturno
di Daniele Magliocchetti e Alberto Abbate
2 Minuti di Lettura
Venerdì 28 Maggio 2021, 07:30

Capello lasciò furtivamente la capitale a notte fonda, Inzaghi lo fa in pieno giorno. Destinazione Milano, perché sarà lui il successore di Conte. Nemmeno il più accanito contestatore laziale avrebbe osato immaginare questo incredibile voltafaccia a cui i tifosi non hanno voluto credere fino a quando non si è materializzato l’addio di Inzaghi con il comunicato della società laziale. Un epilogo che ha lasciato esterrefatto l’intero ambiente laziale che ieri, sin dalle prime ore del mattino, non faceva che gonfiarsi il petto per la conferma di Simone Inzaghi, dopo che il tecnico, mercoledì sera, giorno storico per la tifoseria, aveva detto sì a Lotito e a Tare per prolungare il contratto. 
STREMATO MA FELICE

Simone era stremato ma contento dell’accordo e fiducioso della Lazio che sarebbe nata. Dopo aver lasciato Formello, intercettato sotto casa intorno a mezzanotte, prima di varcare il cancello della sua casa ai Parioli, (zona Roma nord) Simone abbassa il finestrino della sua auto, una rover blu scura, e con il solito filo di voce, ma sorridendo, a domanda se tutto fosse a posto risponde: «Si tutto ok, resto e sono felice, è stata una bellissima serata, ci voleva, faremo una bella squadra, ci sarà da lavorare, ma sono contento che tutto si sia sistemato. Era quello che volevo». Che non fossero parole di circostanza, lo testimonia il fatto che Simone va avanti a parlare. «Ho preso la decisione giusta, la Lazio era quello che volevo, restare qui era il mio obiettivo. La firma? Ancora non c’è stata, ma lo farò domani mattina, siamo d’accordo su tutto e io sono felice. I dissapori con Tare? Ma con Igli siamo fratelli, è tutto a posto ora, ci siamo visti anche il giorno prima io e lui. Gli devo molto. Sono contento perché abbiamo parlato di tutto, con Lotito anche, è stata una bellissima serata. Alla fine è vero siamo una famiglia». La notte passa, ma prima c’ qualche telefonata furtiva in balcone all’una di notte (forse con Marotta). Ieri mattina, il dietrofront e il giorno della firma si trasforma in quello del tradimento. 

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