Fiorentina, Benassi: «La Viola gioca sempre in dodici. Astori è ancora qui insieme a noi»

Fiorentina, Benassi: «La Viola gioca sempre in dodici. Astori è ancora qui insieme a noi»
di Mario Tenerani
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Sabato 7 Aprile 2018, 07:30

Poteva finire tutto, invece è accaduto il contrario. La Fiorentina non si è spezzata, ma ha piegato il dolore. Dal 4 marzo, quando Davide Astori è volato in cielo, i viola hanno vinto per quattro volte consecutive, cinque se ci mettiamo dentro anche l’ultima partita del capitano viola. Un’energia particolare è sbocciata nel branco viola: «Giochiamo in dodici». Questo ci ha raccontato Marco Benassi. 
Che è successo?
«Dopo la disgrazia ci siamo guardati negli occhi: davanti a noi c’erano due strade. Buttarsi giù oppure reagire. Al primo allenamento Badelj ha preso la parola dicendoci che avremmo dovuto andare avanti al meglio per Davide e infatti tutto ciò si è verificato».
Detto così parrebbe facile...
«Abbiamo fatto una gran fatica e la stiamo facendo ancora. Il dolore è grande, ma da lassù qualcuno ci aiuta». 
Questi risultati, però, più che figli di tattica e tecnica, sembrano riconducibili ad una forza particolare. Da fuori pare così, è vero?
«Noi abbiamo posto le basi del nostro gioco grazie a Pioli fin dall’estate scorsa, ma la percezione che voi avete dall’esterno è esatta. Ci sentiamo molto più forti, io per primo. C’è uno spirito incredibile di gruppo. Credo che ora sia dura per tutti affrontarci, noi giochiamo in dodici, Davide è sempre con noi...”» 
E nello spogliatoio il quotidiano?
«L’armadietto di Davide è accanto al mio: tutto è rimasto uguale, c’è la sua foto, il suo sorriso è con noi. Il testimone di leader è passato a Badelj e Pezzella, sono i più carismatici, tirano il gruppo». 
E ora la Roma...
«Partita difficilissima, non ci sono dubbi, ma noi arriviamo da 5 trionfi consecutivi e vogliamo fare un bel risultato. Cercheremo di essere aggressivi. I giallorossi sono una grandissima squadra, con qualche punto debole come tutti...». 
Chi le piace di più della squadra di Di Francesco?
«Ho una predilezione per Dzeko perché è uno che fa sempre la differenza. Segna e aiuta sempre i compagni nei momenti di difficoltà, li fa respirare tenendo la palla alta».
Mancherà Chiesa, ma ci sarà Simeone che si è sbloccato.
«L’assenza di Federico e quella di Badelj peseranno sicuramente, pure noi però abbiamo una rosa con valide alternative. Il Cholito è in forma, glielo avevo detto che sarebbe tornato al gol». 
 

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