Euro 2020, Di Lorenzo: «Imbattuti da 30 partite perché non abbiamo incontrato nessuna big? Chiacchiere»

Di Lorenzo
di Ugo Trani
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Giovedì 24 Giugno 2021, 15:18 - Ultimo aggiornamento: 16:09

«Sento solo chiacchiere sul nostro percorso. L'Europeo ha dimostrato che non ci sono gare facili. In campo internazionale ogni gara va sudata e giocata. Veniamo da trenta partite senza sconfitte, ma non sono d'accordo con chi dice che la striscia positiva è stata possibili solo perché nonabbiamo incontrato big. Noi diamo sempre il massimo, cercando di imporre il gioco».

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Giovanni Di Lorenzo lo dice con convinzione. Anche per difendere la qualità dell'Italia di Mancini. Sul bicipite mostra il gradiatore. Alla Totti. «Come giocatore sono uno che dà tutto, mi rispecchia il fatto di essere grintoso in campo, sempre sul pezzo». Sul suo lato sfiderà il più pericoloso degli avversari, il fluidificante Alaba, appena passato dal Bayerno Monaco al Real Madrid. Il terzino del Napoli non si spaventa: «È il loro giocatore più importante. ma bisogna stare attenti anche agli altri. Sono fisici, giocano sopra ritmo, ma ci stiamo preparando bene. Può darsi che la sfida si decida sulle fasce: ora studiamo anche i loro ultimi punti deboli. Mancano ancora due giorni e arriveremo prontii. Siamo l'Italia, scendiamo in campo per portare a casa la vittoria. Non c'è ansia, c'è solo concentrazione e voglia di giocare questa gara da dentro o fuori. È una partita di calcio, adesso inizia il bello. C'è la giusta tensione».

A quanto pare il gruppo non è spaventato nemmeno dall'aumento dei contagi in Inghilterra per la variante Delta: «Non ne abbiamo parlato ma ho letto anche io dell'aumento di contagi. Pensiamo alla partita, noi siamo qui per giocare». E fa un bilancio dopo la prima fase: «Tante le nazionali forti che stanno facendo bene. E' un torneo complicato. Stiamo facendo un percorso bello e importante, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Francia e Belgio lotteranno fino alla fine, speriamo di esserci anche noi».

In rampa di lancio

Di Lorenzo, 27 anni, è diventato il titolare a destra dopo l'infortunio di Florenzi. Nei momenti difficile della carriera, prima dell'exploit con il Napoli e la Nazionale, lo ha aiutato il fratello Diego che ha 4 anni di più «In questi anni è cambiato tanto, tutto. Mi sono ritrovato senza squadra poi sono stato bravo a non mollare, a crederci sempre, a fare tanti sacrifici. Adesso mi sto godendo questa esperienza, dando tutto me stesso. Ci sono stati tanti passaggi decisivi, ho trovato club che mi hanno fatto crescere. Quando vengo chiamato in causa cerco di fare il meglio. Ci speravo. Questi sacrifici mi hanno portato fino a qui. Sono contento, ma devo continuare, non è un punto di arrivo ma di partenza. E' difficile arrivarci ma ancor di più restare e sta a me impormi nel mio club per rimanere qui. La concorrenza è tanta, cerco di mettere in difficoltà il mister per schierarmi. Comunque, chiunque giochi si trova alla grande in questa squadra».

Lui è Spinazzola sono le frecce dell'Europeo. «I dati lo dimostrano. Anche se io ci non pensavo, non ci faccio molto caso. Mi fa piacere: Spina è velocissimo e sono contento di essere tra i primi. Ci stiamo difendendo bene, dobbiamo continuare a farlo. Abbiamo giocatori di grande valore, giocare con questi campioni, è più facile». Anche per Giovanni il segreto dell'Italia è il gruppo: «Dobbiamo avere entusiasmo, come nelle ultime partite, ma non deve cadere in presunzione, come si è visto durante questa gestione. Non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo. Di respira un'aria positiva».

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Sulle torri di Ghivizzano, frazione di Coreglia Antelminelli (provincia di Lucca) è proiettato il suo numero di maglia (il 2): «Il paese è in fermento. Hanno messo il maxischermo, sono tutti ansiosi, c'è una grande maglia appesa al campanile. La mia famiglia sa cosa penso, lo sa mio fratello Diego. Le persone più vicine a me mi hanno aiutato, lui è stato tra questi e lo ringrazierò per sempre. Chi ti vuole bene come lui lo si vede quando a ruota non gira».

Colore di riferimento

Solo 2 anni fa disse sì al presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis: «Sono lì sono da due stagioni, anni ma la gente mi ha preso subito in simpatia, mi trovo benissimo, io e la mia famiglia. La città ci piace, imtifosi sono calorosi. A Coverciano siamo siamo in tre, più qualche ex. Se sono qui, è merito del Napoli, dei miei compagni. Mi porto dietro questo apporto ricevuto. Sono contento di rappresentarlo qui. Mia figlia si chiama Azzurra. L'azzurro è stato un colore che tra l'Empoli, il Napoli, l'Italia, mi ha contraddistinto». Il parere su Var in questo Europeo: «Si nota in campo internazionale che c'è la tendenza a intervenire meno, solo magari in episodi veramente dubbi. E' meglio, in Italia forse si sta utilizzando troppo». 

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