Insigne: «Parlerò con il Napoli dopo l'Europeo, ma non è vero che Immobile fa il ds per portarmi alla Lazio»

Insigne: «Parlerò con il Napoli dopo l'Europeo, ma non è vero che Immobile fa il ds per portarmi alla Lazio»
di Ugo Trani
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Mercoledì 23 Giugno 2021, 16:50 - Ultimo aggiornamento: 21:24

«Con il Napoli parlerò dopo l'Europeo. Sono concentrato su questa competizione. E non è vero che Immobile sta facendo il ds per portarmi alla Lazio. Siamo amici, andremo in vacanza insieme, questo sì». Insigne sorride. Sa che può diventare uomo mercato e che Sarri lo vorrebbe a Roma. Ma prima c'è l'Austria e l'ottavo di finale di Londra. A Coverciano la Nazionale lavora in armonia: «I giovani stanno vivendo una grande favola, è un bene anche per noi. Ci stanno dando il loro entusiasmo, io sono più grande: è la prima volta che vivo una competizione così da protagonista, ne sono orgoglioso. Anch'io sto vivendo una favola e sto dando più del 100% per ripagare la fiducia di squadra e mister mettendo in campo le mie qualità per arrivare a un solo obiettivo. Nelle avventure del passato ero più giovane, c'erano altri moduli e mi sono adattato. Ho sempre ringraziato i ct come Prandelli e Conte che mi hanno portato a Mondiale ed Europeo. Col 3-5-2 mi sono sempre messo a disposizione, con Mancini ho chance in più: fa un modulo adatto alle mie caratteristiche. E non solo, ma a tutti quelli che giocano».

Massima considerazione

Le favorite dell'Europeo cominciano a temere l'Italia. I maligni, però, dicono che gli azzurri finora non hanno incontrato big. «Leggiamo gli elogi, fanno piacere, dobbiamo allenarci bene ma ora in ogni partita può girarci un episodio contro. È un orgoglio, siamo partiti che nessuno contava su di noi. Siamo sempre stati sereni, lavoriamo duro e serve continuare così. Non abbiamo fatto ancora nulla: abbiamo vinto il girone, il nostro obiettivo non era questo, ma arrivare in fondo. Più pensiamo a questo e più non stiamo coi piedi per terra. Serve dare ancora di più per arrivare fino in fondo. Noi comunque affrontiamo le nazionali che ci capitano. E facciamo il nostro gioco. L'Austria aggredisce subito, in alto. la prepararemo come altre per andare a Londra a fare una grande prestazione. Non abbiamo paura, i giovani giocano con tranquillità e personalità. Sappiamo che è da dentro o fuori, che un episodio può cambiare la gara. Non dobbiamo pensarci, fino ad ora i giovani che sono scesi in campo hanno fatto bene: si sono fatti trovare pronti anche nella gara decisiva, noi siamo sereni, i ragazzi hanno dimostrato di giocare con tranquillità. Barella, Locatelli, Berardi, anche se non hanno mai fatto competizioni così importanti, con la Turchia ci hanno dato loro una mano per arrivare al risultato finale».

Jorginho leader

Jorginho è il leader. «La nostra forza resta il gruppo, anche se è giusto si parli di lui. Viene da anni stupendi col Chelsea, è un orgoglio per noi avere un giocatore come lui in squadra. Non sta a me decidere se è da Pallone d'Oro, spero sia in lista però: lo merita ed è un grande giocatore, lo chiamiamo il Professore e siamo contenti di averlo con noi». Insigne ha cantato con i tifosi a Roma, fuori dell'albergo e dopo il successo contro il Galles: «Mi piace scherzare con il gruppo. Mettiamo musica, io spesso napoletana. Abbiamo voluto intornare isieme notti magiche per la gente che non era all'Olimpico e far capire nostro attaccamento alla maglia». Sulla maglia il 10, il numero che pesa: «Ho una grossa responsabilità a indossare questa maglia ma non voglio mettermi pressione addosso. Cerco sempre di scendere in campo più spensierato possibile: il mister dà tanti consigli a me come agli altri, poi è stato un grande calciatore e può insegnarci tanto. Possiamo mettere in pratica i suoi insegnamenti. I dieci più bravi finora sono stati Schick e Syterling. Ma anche altri che non hanno quel numero e fanno la differenza. Speriamo di incrociarli il più avanti possibile». Ha segnato contro la Turchia alla prima partita. La prossima tappa è Wembley. Nello stadio londinese è stato l'ultimo azzurro a far centro. «Con Di Biagio in panchina. Importante perché era un periodo delicato. Ma era un amichevole. Prima di pensare al gol contro l'Austria, vorrei fare una grande prestazione. E nonc'è bisogno di segnare a giro, ormai i portieri partono in anticipo...Mi accontenterei di una rete normale».

Riscatto azzurro

A 30 anni sembra aver raggiunto il top. «Ma nono ho alcun rimpianto, guardando indietro. il mio obiettivo era giocare con il Napoli e indossare la fascia. Sono stracontento di Ciro e Marco. Quando Immobile ha vinto la Scarpa d'oro, mi sono emozionato per lui. Ho giocato con la scarpa d'oro, dirò un giorno. Marco sono 10 anni a che è a Parigi. Spero che facciano ancora di più». Rappresenta il sud in azzurro. «Ma non è vero che prima c'erano solo nordisti. Cannavaro, un napoletano, è stato campione del mondo da capitano Se hai qualità e serenità è possibile arrivare in azzurro. Come è successo a me». Su Gattuso che, dopo il divorzio lampo con la Fiorentina, è stato scartao dal Tottenham su richiesta dei tifosi. «Non sono entrato nell'argomento, ci siamo scambiati qualche messaggio. Era in ferie».

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