Danni cerebrali: Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord vietano i colpi di testa ai bambini dai 6 ai 12 anni

Lunedì 24 Febbraio 2020 di Romolo Buffoni

L'ala scatta, salta in dribbling il terzino, arriva sul fondo ed effettua il cross per il centravanti che, di testa, fa gol. E' l'azione classica del calcio britannico di un tempo, quello del "kick and rush" (calcia e corri) che non concepiva volentieri strade diverse per andare in rete. Ma da oggi prima di poter sognare una prodezza del genere ragazzini e ragazzine del Regno Unito dovranno aspettare di compiere almeno 13 anni. Le Football Association inglesi, scozzesi e nord irlandesi (ad eccezione quindi della sola federazione gallese) hanno infatti divulgato le nuove Linee Guida per il calcio giovanile, che vietano in allenamento e in partita ai bambini e alle bambine dai 6 ai 12 anni di età di colpire il pallone con la testa.

La decisione recepisce le indicazioni emerse dallo studio Field realizzato dall'Università di Glasgow che, analizzando le storie di oltre 7600 calciatori in attività dal 1900 al 1976, dimostra un'incidenza di tre volte e mezza più alta di morte causata da malattie neurodegenerative rispetto al resto della popolazione. Si tratta principlamente di Alzheimer, Parkinson e Sla la terribile Sclerosi laterale amiotrofica che sta facendo strage di ex calciatori.
«La nostra ricerca ha dimostrato -  ha spiegato l'amministratore delegato della Fa Mark Bullingham - che il colpo di testa è un colpo raro nelle partite di calcio giovanile e, quindi, questa guida non influirà sul lavoro degli istruttori e sul divertimento che i bambini di tutte le età traggono dal gioco». 
Le associazioni hanno affermato che la guida è stata prodotta in parallelo con il comitato medico della Uefa, che entro la fine dell'anno produrrà una guida da far adottare a tutte le federazioni europee.

Ultimo aggiornamento: 21:41
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