Atalanta, Gasperini: «Resto a Bergamo? Felice se idee condivise»

Lunedì 27 Maggio 2019
«Il terzo posto è qualcosa di straordinario, e anche d'imprevisto. E adesso preparate il passaporto, perché andiamo in un'altra Europa, in stadi d'élite. Un grande risultato per la società, per Bergamo, giocare in Champions League è fantastico. È un premio per le eccellenze, è una comunità fantastica». È un Gian Piero Gasperini al settimo cielo quello che parla nel dopo partita di Atalanta-Sassuolo. «In questi anni siamo sempre stati seguiti da migliaia di tifosi, sempre con un comportamento di allegria, entusiasmo, forza - aggiunge Gasperini -. Non ringraziate troppo me, ringraziate i ragazzi. Dal 4 luglio ci alleniamo, dal 26 che giochiamo la prima. Non ci siamo mai fermati, a parte a Natale una settimana. Quello che hanno saputo fare con continuità di rendimento, di prestazione è straordinario, dietro di noi ci sono squadre come Inter, Milan, Roma, Lazio, Torino e Sampdoria». Ma Gasperini rimarrà a Bergamo? «Ora festeggiamo, se ne parlerà domani - risponde -. Io ho delle idee di calcio, quando posso applicarle e sono condivise, sono felice. Le cose si fanno insieme, come è sempre stato. Quando sono arrivato tre anni fa sono stato conquistato da Antonio Percassi. Volevo stare un pò fermo, dopo Genova, invece mi ha fatto balenare qualcosa che mi ha entusiasmato. Nessuno si immaginava di arrivare a questo punto».

Quindi il futuro del tecnico, che piace a Roma e Milan, dipende da Percassi? «Sì, ma anche da poter avere una condivisione su quello che è - risponde -. L'Atalanta è arrivata terza. Questo sarà un punto, serenamente. Ci confronteremo, quest'anno c'è stato qualcosa perché ad agosto ho detto 'mercato tristè perchè avevamo perso sei giocatori, poi si è detto che è la rosa più forte dell'Atalanta. Perché siamo due binari molto distanti. Poi si arriva a gennaio... se sono credibile sono felice». Gasperini ha in mente qualcos'altro? «Con Percassi fu un incontro che mi illuminò, ero convinto di fare un buon lavoro in mezzo a mille difficoltà. La musica della Champions ti resta nella testa? Ci credo». «Ha lasciato De Rossi? Ha avuto un grande riconoscimento, ormai le bandiere sono sempre più rare. Mi ricordo che a Bergamo a gennaio contro di noi non ha giocato, però mi ha avvicinato e mi ha detto che non sapeva se avrebbe continuato, ma che se avesse smesso avrebbe avuto desiderio di pasarae una settimana con me, per vedere i miei metodi, perché vuole fare l'allenatore. La cosa mi ha fatto piacere».



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