Il Frosinone rovescia il Pordenone e si prende la finale con lo Spezia

Giovedì 13 Agosto 2020 di Vanni Zagnoli
Esulta ancora Alessandro Nesta, a Trieste come a Cittadella, il Frosinone è in finale. E’ normale perchè ha il secondo monte ingaggi della serie B, meno considerato che di nuovo ha rovesciato il fattore campo. In Veneto aveva pescato il jolly allo scadere, al Nereo Rocco basta un quarto d’ora per capovolgere la qualificazione alla finale. 

Il Pordenone patisce l’inesperienza, allo Stirpe era stato quasi perfetto, aveva strameritato lo 0-1, in Venezia Giulia puntava alla classica gara di controgioco, di attesa e ripartenza veloce, invece prende subito due gol. Al 7’ Haas cambia gioco, Beghetto dalla sinistra può crossare, Camporese non arriva, il sinistro di Camillo Ciano è perfetto. Esattamente come a Cittadella, nel recupero, ai supplementari del primo turno, questa rete per un talento del genere è anche facile. E’ uno da serie A, anche se nell’ultima avventura ciociara nel campionato di vertice non è bastato per evitare la retrocessione anticipata. 

Il raddoppio è su punizione dalla trequarti giallazzurra, Krajnc calcia, Novakovich fa valere i suoi 192 centimetri ai 25 metri, surclassa Vogliacco, il rimpallo favorisce Rohden, abile nel restituire palla e l’americano infila facilmente, sfuggito ad Alessandro Vogliacco, ex Juve e Padova. Nesta deve cambiare maglia, come all’andata, la scura è cromaticamente simile alla neroverde, la bianca si può confondere con quella di un suo atleta, con la gialla è a posto.

I ramarri riprendono animo e campo dopo quasi mezz’ora in cui soffrono sugli esterni, è comunque un esterno di casa, Gavazzi, in scivolata, a impedire a Maiello di calciare in corsa al limite dell’area. Il ritorno della semifinale diventa teso, sono ammoniti Camporese e Bocalon, Haas frai i giallazzurri. Qui emerge la solidità difensiva di Alessandro Nesta, i friulani non sono pericolosi. 

All’intervallo entra Tremolada, matchwinner di gara1, per Gavazzi, rinuncia inattesa, per Tesser, al 34enne che fin da Vicenza è uno dei migliori esterni di serie B, dunque dallo scorso decennio. L’occasione da urlo per i neroverdi giunge su cross da sinistra di Michele De Agostini, Bocalon gira di testa, fuori. Dalla ripresa dopo il lockdown, è come se il Frosinone avesse fatto le prove per serate del genere, escluso nel 2-3 di Cittadella, è abile nel controllare, nel congelare il ritmo. Il capitano della Lazio di Cragnotti, dell’ultimo scudetto, 20 anni fa, chiede a Maiello e ad Haas di avanzare, per evitare di farsi schiacciare, la circolazione di palla pordenonese è orizzontale, senza il pubblico fatica a trovare ritmo. Pobega dà via palla ma riesce a farsi commettere fallo da Szyminski, la punizione di Burrai è deviata da Maiello. Scende la concentrazione giallazzurra, anche in un appoggio sbagliato da Bardi, il Pordenone non ne approfitta. 

A mezzora dal termine Nesta cambia gli attaccanti goleador, dentro il tatuatissimo e muscolare Ardemagni e Dionisi, scatenato nel Padovano, e fuori Novakovich, stanco, e Ciano, che non ha i 90’ di autonomia. Tesser ne toglie uno, Bocalon, per il suo cannoniere, Strizzolo, 8 gol in stagione e non al meglio. 

Le azioni friulane sono come da basket, palleggio a cercare il taglio di un uomo libero e in caso di palla persa attenzione al rimbalzo e a recuperarla. Entrano i frusinati Mirko Gori e Paganini, gli unici superstiti della doppia promozione firmato da Stellone, dalla C alla A, dal 2013 al ‘15. Il tempo passa, fa il gioco del Frosinone che resiste, a differenza dell’Atalanta con il Psg. Rohden dimentica Pobega su un angolo, neanche il milanista però inquadra la porta. Tesser inserisce anche Candellone, per Pobega, chiude con 4 giocatori offensivi, ha bisogno di un gol in extremis, come quando venne promosso in serie B tre anni fa, con la Cremonese. Contro la Racing Roma segnò Scarsella a 2’ dalla fine.

La migliore occasione è in realtà per Paganini, di testa fa carambolare la palla sul polacco Szyminski, suo compagno, e così finisce leggermente alta, deviata fra l’altro da Di Gregorio. Almici sfonda a destra, Strizzolo di testa fa volare Bardi, con una respinta modello libero di pallavolo. 

Ardemagni manca la porta in contropiede, in girata fuori equilibrio. Zampano sbaglia due disimpegni, si becca le urla di Ariaudo e di Bardi. Il colpo di testa di Strizzolo è alto, su angolo, a 2’ dalla fine. Poi Di Gregorio per due volte si oppone e Gori. Al fischio finale c’è tensione, Chiaretti e Tremolada vanno a contatto con i giallazzurri.

Camillo Ciano dà i meriti anche a mister Nesta: “Ci ha detto di stare tranquilli, dà serenità. Conosce la nostra forza, offre la concentrazione per firmare l’impresa”.

“Anche da giocatore ero allegro - riflette il tecnico romano, 44 anni, originario di Cinecittà -, quando serviva diventavo serio. Ero sicuro dell’approccio, era fondamentale l’impatto con la partita. Quando ci credi, anche le cose più difficili diventano abbordabili, in passato mi capitava di sopravvalutare l’impegno. Rispetto all’andata, le mezze ali hanno corso meno, erano più fresche nel recupero di palla”.

Domenica, allo Stirpe, dalle 21, Frosinone-Spezia, il ritorno della finale giovedì 20, sempre su Dazn. Anche nell’ultimo atto i ciociari sono sfavoriti, due anni fa salirono grazie al fattore campo, sconfitta per 2-1 a Palermo e 2-0 al ritorno, ma in casa. Certo la squadra del presidente Maurizio Stirpe sembra non avere limiti.

Il collega Mauro Lovisa è l’unico presidente di B ad avere battuto il Covid, si arrende invece al Frosinone. “Da ex calciatore, ho capito che dopo quei due gol saremmo usciti. Abbiamo sbagliati i primi 20’, dando troppo spesso la palla al portieri. Li lasciavamo ripartire, senza aggredirli. Comunque meritavamo noi, considerata la doppia sfida”. E Tesser: "Meritavamo ampiamente di passare. Non abbiamo gestito bene la pressione, tutte le seconde palle inizialmente erano del Frosinone. Si è qualificato per i playoff a 5' dalla fine e a Cittadella ha vinto allo scadere. Le grandi squadre fanno questo".

 
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