Basket, Toti non ha pagato: game over Virtus Roma

Claudio Toti
di Marino Petrelli
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Giovedì 10 Dicembre 2020, 07:30

Tanto tuonò che piovve. La Virtus Roma si ritira dal campionato. Dopo 60 anni di storia e gli ultimi 20 gestiti da Claudio Toti, nel bene e nel male. Due partecipazioni alla Top 16 di Eurolega, una finale scudetto, ma anche un’autoretrocessione in serie A2 nel 2015 e gli ultimi anni vissuti sempre sul filo del rasoio. La notizia, ormai nell’aria da qualche giorno, arriva in tarda serata dalla Federazione italiana pallacanestro che in una breve nota «prende atto con rammarico della volontà, da parte della dirigenza della società Virtus Roma, di rinunciare alla partecipazione al campionato in corso». «Impossibile non sottolineare il gravissimo danno di immagine arrecato non solo al campionato ma anche e soprattutto all’intero movimento, che in questo difficile momento vive dei sacrifici e della serietà di centinaia di società su tutto il territorio», aggiunge lo scarno comunicato. La stessa Fip, come da procedura, «trasmetterà tutti gli atti al Giudice Sportivo affinché possa assumere i provvedimenti di competenza».

LA RESA
Dunque, Claudio Toti ha gettato la spugna, senza un comunicato ufficiale che arriverà magari in giornata, ma che sarebbe stato opportuno, anzi necessario, per spiegare le motivazioni di questa decisione. Ormai scontata dopo che il gruppo americano che sembrava vicino all’acquisto del club si è dileguato dopo aver fatto una comparsata in parterre nella gara dello scorso ottobre contro Pesaro. Le istituzioni, che a chiacchiere si erano mostrate  interessate alla sorta della Virtus, non hanno battuto ciglio e così la capitale perde la serie A. Restano in A2 l’Eurobasket Roma e la Stella Azzurra, ma non sarà ovviamente la stessa cosa. La cronistoria degli ultimi giorni è nota. Il 25 novembre, Roma avrebbe dovuto pagare la quarta rata dei contributi federali, pari a 35 mila euro. Non lo ha fatto. Se lo avesse fatto entro il 2 dicembre, avrebbe pagato una “piccola” mora di tre mila euro in più. Certo, avesse saldato a stretto giro la somma da sborsare (fra stipendi e pendenze varie) sarebbe arrivata a toccare i 2 milioni. Nessun pagamento. Tra l’ottavo e il quattordicesimo, quindi dal 3 al 9 dicembre, oltre ai 3 mila euro il regolamento avrebbe previsto anche una penalizzazione di 3 punti. Il silenzio delle ultime ore e la lettera arrivata in Federazione e in Lega Basket ha invece chiuso tutte le strade. La Virtus ripartirà dal primo campionato utile a libera partecipazione, che nel Lazio è la Promozione. Per mantenere l’affiliazione alla Fip, si dovrà però pagare i 600mila euro di multa previsti dai regolamenti in vigore (12 volte la tassa di 50mila euro per la prima rinuncia) e gli arretrati della terza rata da 38 mila euro. Difficile che questa società, o altri, lo faranno.

RIPERCUSSIONI
La rinuncia della Virtus porta dietro una serie di conseguenze sul campionato in corso. La prima è che, come da regolamento, il ritiro in corsa dalla serie A di una delle 16 partecipanti riduce il numero delle retrocessioni: le Doa professionistiche 2020/21 stabiliscono che “le eventuali società rinunciatarie o escluse durante la stagione sportiva dal campionato di Serie A saranno considerate nel novero delle società retrocesse indipendentemente dal numero delle retrocessioni previste annualmente dalla rispettiva formula dei campionati”. Dunque Roma verrà considerata come la prima delle due retrocesse, pur senza poter partecipare all’A2 versione 2021/22, e resterà da assegnare soltanto un posto per la discesa in A2, fatte salve eventuali modifiche ulteriori al format del massimo campionato. Non solo: rinunciare prima della fine del girone di andata, determina l’annullamento di tutte le partite disputate fino a questo momento. Pertanto Milano, Venezia, Cantù, Varese, Pesaro, Brindisi e Sassari, ossia le sette squadre che avevano battuto sul campo la squadra di Piero Bucchi, si ritroveranno due punti in meno in classifica. Chi avrebbe dovuto affrontare Roma in calendario osserverà d’ora in poi un turno di riposo, per il secondo anno consecutivo dunque la serie A sarà a numero dispari. Ci guadagnano invece le due formazioni che hanno cambiato allenatore: Fortitudo Bologna e Brescia avevano infatti perso contro la Virtus Roma. Brescia, che ha 4 punti, aggancia Cantù, alla quale viene tolto il successo sui romani. Il basket italiano da oggi è molto più povero.

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