Datome torna in Italia: «L'Olimpia Milano sa dare motivazioni forti»

Lunedì 3 Agosto 2020 di Marino Petrelli
Gigi Datome
Gigi Datome torna in Italia. Dopo sette anni, due di Nba e cinque al Fenerbahce, il capitano della nazionale cerca nuovi stimoli per "vincere in Italia e con una squadra italiana. Senza scendere nella retorica, le motivazioni che mi hanno portato a Milano sono tante e non vedo l'ora di cominciare questo cammino. Armani, Olimpia, Messina: servono altre motivazioni? Ho anche dei compagni di squadra di livello mondiale, quindi sembra anche banale elencare le cose belle che ci sono a Milano". Queste le prime parole di Gigi Datome, all'Armani Teatro, a Milano.

"Un cambiamento fa sempre bene nella vita e nello sport - aggiunge Datome -. Al Fener sono stati cinque anni fantastici e ringrazio il club che mi ha dato la possibilità di uscire. Non avevo fretta di farlo, ho sempre cercato di fare le cose giuste e nei tempi giusti. Questa è una nuova possibilità ambiziosa e stimolante. Ho già una responsabilità che è quella di rappresentare il cognome della mia famiglia, poi quella da capitano della nazionale. Spero che si parli di me per quello che faccio in campo piuttosto che per il fatto che leggo libri e sembra faccia scalpore".

LA NAZIONALE E L'IMMAGINE DELL'ITALIA - Datome è chiaro su un punto: l'Italia la vedono e la adorano più da fuori che da dentro il nostro paese. "Bisogna dare maggiore fiducia al basket italiano e spero possano arrivare risultati a breve termine. Il campionato italiano, anche se è diverso rispetto a quando l'ho lasciato, resta competitivo. Il mercato per tutte le squadre è stato sicuramente con qualche difficoltà, la crisi ha colpito un pò tutti, ma il livello resta alto - spiega il neo acquisto dell'Olimpia -. Mancano undici mesi per il pre olimpico, è troppo presto. Dicono che non abbiamo possibilità perchè la Serbia gioca in casa ed è fortissima, allora potrebbe essere la volta buona per andare alle Olimpiadi. Se starò bene, a Belgrado ci sarò"

L'utilizzo in Olimpia sarà opposto rispetto alla Turchia. "Un giocatore vuole giocare sempre, nel campionato turco a volte dovevo stare fuori perchè erano solo cinque gli stranieri, qui sarò felice di poter giocare di più, lo staff deciderà di utilizzarmi come e quanto. Nei miei limiti cercherò di farlo - conclude Datome -. Con Obradovic saluto forte, avevo già capito dentro di me che chiudevo un capitolo importante ma il momento del saluto è stato molto sentito. Ho chiamato tutti a Istanbul, fino all'ultimo dei magazzinieri. Questa estate così particolare è stata di riposo, ma anche di lavoro mirato per migliorare alcune parti del mio corpo. Non lo facevo da anni, direi di aver fatto gli allenamenti giusti" 

I TIFOSI - Un ultimo pensiero sui tifosi milanesi che lo hanno sempre trattato benissimo come avversario e "a volte li ho ringraziati pubblicamente sui social, ma la mia scelta è stata puramente tecnica. Poi i valori aggiunti quali l'affetto ricevuto, la ridotta vicinanza con amici e parenti, il tornare a vivere in Italia confermano la scelta fatta di giocare qui". 

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