"Io ci sono", Cristiana Capotondi interpreta Lucia Annibali: «La scena più difficile? Quella dell'aggressione»

Lunedì 21 Novembre 2016 di Valentina Tocchi
«Questa fiction è un dono e un atto di generosità nei confronti degli altri. Vivere con un dolore come il mio è molto faticoso, ma credo che sia importante emanciparsi da quanto di brutto ci accade.Questo è anche il senso della collaborazione nella Commissione delle Pari Opportunità che mi è stata proposta dalla ministra Boschi e ho accettato con entusiasmo».

Così Lucia Annibali, l'avvocatessa di Urbino che nell'aprile 2013 venne aggredita con l'acido e sfigurata da due uomini su mandato del suo ex compagno, ha commentato la presentazione della fiction Rai "Io ci sono", interpretata da Cristiana Capotondi e tratta dalla biografia "Io ci sono - La mia storia di non amore", scritta dalla Annibali insieme a Giusi Fasano. La fiction, presentata questa mattina in Rai e nel pomeriggio alla Camera alla presenza della presidente Laura Boldrini,  verrà trasmessa su RaiUno martedì 22 novembre, inaugurando la settimana che culminerà con la giornata nazionale contro la violenza alle donne, il 25 novembre prossimo. 

«L'esperienza che ho vissuto non riguarda solamente le donne, ma anche gli uomini e gli ustionati tutti. Quello che mi è successo sicuramente mi ha uccisa in un certo senso. Il volto che avevo non tornerà più. Ma in quei momenti ho scelto la vita, e tutto il resto è venuto da sè» ha ricordato la Annibali, che ha parlato con entusiasmo del suo ruolo nella Commissione della pari opportunità. «Da vittima e da donna di legge devo ammettere che nel mio caso ho avuto giustizia, anche se non c'è pena che possa risarcire chi subisce un danno come il mio» ha detto la Annibali, che ha ammesso.«Occuparmi di queste tematiche mi aiuta molto anche a guarire e a spezzare quell'identificazione tra il mio nome e la vicenda che mi è capitata che purtroppo si è creata». 

Nonostante nel caso di Luca Varani, mandante dell'aggressione alla Annibali, i vent'anni di reclusione comminati fossero il massimo della pena, la Annibali non ha mancato di sottolineare quanto ritiene auspicabile la previsione di una fattispecie apposita per le lesioni da acido, in considerazione del numero di aggressioni che si sono verificate e dei danni, irreversibili, che questa specifica lesione provoca. 

«Stiamo lavorando per migliorare la prevenzione dei reati, per offrire una maggiore assistenza, anche se in molti casi di violenze bisogna aspettare che chi le subisce perda le speranze in un ravvedimento dell'aggressore, per il quale magari ancora nutre dei sentimenti» ha detto la Annibali, che  ha voluto espressamente ringraziare Cristiana Capotondi, che per interpretare l'avvocatessa di Pesaro si è sottoposta a molte ore di trucco.

«Interpretare Lucia è stata un'esperienza straordinaria che mi ha arricchita come essere umano» ha detto l'attrice. «Difficile? Sono molto più difficili da interpretarei ruoli senza profondità, dove non ci sono sentimenti da portare in scena e magari si nota una mancanza di scruittura» ha proseguito la Capotondi.

«La scena più difficile da interpretare è stata senz'altro quella dell'aggressione, mentre devo dire che ancora oggi non riesco a capire le motivazioni di Varani, che non riesco a non considerare stupide e banali» ha confessato l'attrice, che riguardo alla violenza sulle donne ha detto. «Credo che tutte le donne di oggi abbiano la grossa responsabilità di prendere per mano gli uomini e aiutarli a capire questo femminile così diverso da quello che i maschi, anche i quarantenni, hanno conosciuto il famiglia» ha detto la Capotondi, mentre Lucia Annibali, pensando al futuro e magari alla fine della reclusione di Varani, non ha nascosto una certa preoccupazione: «A Varani cerco di non pensare, anche se sapere che chi mi ha fatto del male tornerà in libertà sicuramente mi dà ansia», ha detto l'avvocatessa. «Me ne occuperò quando sarà il momento, e farò fronte con gli strumenti che avrò a disposizione».
Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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