Dal Fatto a Canale 5, Luca Telese giura: «Mai ricevuto pressioni da Berlusconi»

Dal Fatto a Canale 5, Luca Telese giura: «Mai ricevuto pressioni da Berlusconi»
di Carmine Castoro
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Mercoledì 26 Marzo 2014, 16:03 - Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:50

Ironico, tagliente, irriverente quanto basta con l’ospite, sempre sul pezzo, grande esperto di politica, ottimo affabulatore, penna raffinata. Qualche volta un po’ pigro nel sedare gli animi di chi si scalda troppo nei suoi talk, da quest’anno “capitano” di uno dei vascelli più importanti dell’approfondimento di cronaca della televisione italiana, quel “Matrix” che, pur avendo ripreso un piglio da trincea nell’edizione ancora in corso, ha avuto qualche affanno iniziale e ancora oggi non trova pace per la collocazione nel palinsesto settimanale di Canale5, avendo subito qua e là qualche slittamento di troppo.

Luca Telese, classe 1970, figlio di madre sarda e papà campano, baffetto killer e bretelle d’ordinanza, ultimamente in sovrappeso (sia detto in simpatia), già molto “fortunato” – come dicono le sue note biografiche – per aver evitato sull’orlo della fonte battesimale il nome del nonno, Felicio, è uno dei personaggi televisivi del momento, ma la sua fama e le sue doti professionali e dialettiche già hanno ottenuto il podio nelle inchieste di prime time da molti anni, da quel “Tetris” di La7 che certamente lo lanciò nel gotha dei Vespa, dei Mentana, dei Santoro.

Esordio giornalistico al Messaggero dove vinse uno stage di tre mesi, poi tante testate di gran pregio, Corriere della Sera, Italia Settimanale, Panorama, Vanity Fair, Il Fatto quotidiano da cui si dissocia nel 2012 per fondare, con un pugno di collaboratori già alla corte di Padellaro&Travaglio, il suo giornale “Pubblico” che durò l’inglorioso spazio di pochi mesi. Dice delle sue abitudini: “Fra le cose per cui vale la pena di vivere ci sono mia moglie Laura e il nostro piccolo Enrico e la doccia rovente di prima mattina ascoltando la Sagra della primavera di Stravinsky. Amo i Beatles, soprattutto quelli di “Rubber soul”, Primo Levi e Pierpaolo Pasolini, il rock progressive dei vecchi Genesis, Peter Gabriel (all) e i fumetti – dai Bonelli al più grande di tutti i disegnatori: Magnus (il vero Maestro). Sulla cineteca dell’Arca, bisognerebbe portarsi: “Brazil” di Terry Gilliam, “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder, e “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, “Ci eravamo tanto amati” di Ettore Scola e “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman”.

In questa video-intervista condotta proprio nei camerini del Palatino a pochissime ore dall’ingresso in studio di una puntata di “Matrix”, Telese si espone su tanti argomenti di rilievo: il suo spettacolo teatrale itinerante “Romanzo italiano”, sorta di libro in scena sulla Casta e i diritti calpestati degli italiani, Grillo e la sua politica da (avan)-spettacolo con le nuotate nel canale di Sicilia, i “pizzini” parlamentari di Renzi, nelle sue slide-conference “figlio più di Roberto da Crema che di De Gasperi”, e poi il passato prossimo del nostro paese con la militanza di partito combattuta violentemente nelle strade, la “retorica” dei talk ingiustamente considerati rissaioli e di puro frastuono, lo stravolgimento dei linguaggi dell’informazione politica che costringono a un faccia a faccia “controversiale”, piuttosto che ai vecchi “pastoni” del cronista inviato a Palazzo Chigi. Ne ha per tutti…

Da un punto di vista strettamente editoriale, Telese cura la collana “Radici del presente” per la Sperling&Kupfer e ha scritto sei libri: “La lunga Marcia di Sergio Cofferati” (Sperling & Kupfer 2003), “Lula! Storia dell’uomo che vuole cambiare il Brasile e il mondo” (con Oliviero Dottorini – Castelvecchi 2003), “Cuori neri” (Sperling & Kupfer 2006) “Qualcuno era comunista” (Sperling & Kupfer 2009), “La marchesa la villa e il cavaliere” (Aliberti 2011) e “Gioventù amore e rabbia” (Sperling & Kupfer 2011).

E il piccolo schermo? “I primi passi nel fatato mondo della televisione – ricorda nella sua biografia Luca - li ho mossi in una casereccia tv privata, “Teleambiente”, in cui potevo sbagliare tutto e imparare moltissimo: la tv era a Monteporzio Catone, a trenta chilometri da Roma, e ci andavo direttamente dalla Camera, in Vespa per montare i pezzi (ancora oggi mi chiedo come abbia potuto farlo, anche sotto i nubifragi per due anni). Poi ho fatto l’autore di “Chiambretti c’è” ( Rai Due, solo la prima edizione), “L’Alieno” (Italia uno), “Batti & ribatti” (Rai Uno), “Cronache Marziane” (Italia uno, solo la prima edizione) e nel 2006 ho condotto “Omnibus estate” (La7). Sono stato poi autore e conduttore di “Parenti Serpenti”, “Planet 430” (su Planet, 2004 e 2005), e “Tetris” (su Raisat extra prima e su La7 poi).

E oggi “Matrix”, casa reale di Mentana, di Vinci e soprattutto del Cavaliere, alla cui corte, pur avendolo considerato tempo fa, assieme a Bossi e D’Alema, un “politico bollito”, oggi lavora. Ma, assicura, non c’è mai, e nessun diktat sarebbe arrivato per agitare qualcosa o sedare qualcos’altro. Sentiamo odore di futuro…

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