A Caprarola "Oro Festival": incontri con Serena Dandini, Paolo Genovese e Chiara Francini

Chiara Francini (foto di Massimo Moscatelli)
di Valentina Venturi
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Domenica 21 Marzo 2021, 18:51 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 11:26

Oro quale metallo nobile, ma anche simbolo, metafora di ciò di cui si può nutrire l’intelletto. Arte, cultura, letteratura e bellezza sono al centro della due giorni di “Oro Festival”, rassegna letteraria alla sua prima edizione e inaugurata sabato 20 marzo all’interno di Palazzo Farnese a Caprarola, in provincia di Viterbo.

Nel palazzo rinascimentale, residenza estiva del cardinale Farnese e della sua corte, il ghiaccio è stato idealmente rotto da Serena Dandini, che con l’ausilio del giornalista e dell’Associazione Compagnia del Teatro Caffeina Giorgio Renzetti, ha raccontato la genesi del suo libro “La vasca del Fuhrer”, un viaggio che l'autrice ha compiuto, per l'editore Einaudi, sulle tracce di Lee Miller Penrose, la fotografa che per prima ha catturato le drammatiche immagini e testimonianza del campo di concentramento di Dachau. Un testo che le ha fatto ottenere anche il Premio "ReWriters 2021", legato al movimento culturale fondato da Eugenia Romanelli e sarà consegnato a Dandini martedì 23 marzo al Maxxi. 

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Dentro lo spazio della Loggia di Ercole si sono succeduti tanti ospiti, previa introduzione di otto brevi video realizzati dalla direttrice di Palazzo Farnese, l'archItetta Marina Cogotti. Con il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano si è parlato del suo libro “Reagan, il presidente che cambiò la politica americana” (Mondadori), mentre in collegamento il regista Pupi Avati ha raccontato allo scrittore Giorgio Nisini la genesi di “L’archivio del Diavolo”, noir ambientato nel profondo nordest italiano, edito da Solferino. La giornata di sabato è proseguita con la divertente chiacchierata tra la DJ e conduttrice radiofonica Ema Stokholma e lo scrittore Angelo Deiana: i due hanno approfondito il libro autobiografico “Per il mio bene”, edito da HarperCollins Italia. Apertura e chiusura della prima giornata del Festival sono state affidate all’istituzionalità con il Sindaco Eugenio Stelliferi, il Direttore generale Musei Massimo Osanna e la presenza di Massimo Bastianelli, direttore esecutivo di Enit.

 

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La giornata di domenica 21 si è aperta con uno spazio dedicato a Paolo Genovese, regista e scrittore che ha pubblicato "Supereroi", per Einaudi, in dialogo con Angelo Deiana; alle 15 la scena è stata tutta per Chiara Francini che con Giorgio Renzetti ha parlato del suo delizioso "Il cielo stellato fa le fusa", ultimo lavoro per Rizzoli: un Decamerone moderno ambientato sulle colline fiorentine, fra cibo, cultura, storie e incontri da gustare. Alle 16.30 Aldo Cazzullo, intervistato da Francini, ha trattato la storia del sommo poeta con "A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l'Italia", nel settecentesimo anniversario della morte. In chiusura della prima edizione di “Oro Festival” alle 18 è intervenuto Antonio Forcellino, architetto e restauratore, con "La Cappella Sistina, racconto di un capolavoro", per Laterza. 

Nel pieno rispetto delle misure di contenimento della pandemia da Covi-19, “Oro Festival” è sì stato allestito in presenza nella patria della nocciola, ma è stato seguito in streaming sulle pagine Facebook della direzione regionale musei Lazio e del Comune di Caprarola. “Oro Festival” nasce dalla fruttuosa collaborazione tra la Direzione regionale Musei Lazio, del Ministero della Cultura e il Comune di Caprarola e il contributo della Regione Lazio ed è curato da Associazione Compagnia del Teatro Caffeina.

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