PAPA FRANCESCO

Film su Papa Francesco alla Festa del Cinema. Il regista: «É un uomo dell'azione, in prima linea per aiutare il mondo»

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Paolo Travisi

Un Papa vulcanico e inarrestabile. Un uomo d'azione che gira il mondo per migliorare il destino dell'umanità. Francesco, il docufilm di Evgeny Afineevsky, regista russo, nel 2016 candidato all'Oscar per Winter on fire, viene presentato alla Festa del Cinema di Roma, prima di essere premiato (domani) in Vaticano con il Kinéo Movie for Humanity Award.

 

Umanità e globale, sono le parole chiave del racconto filmico di Afineevsky, che per tre anni ha documentato i viaggi del Papa nelle periferie della terra, dove ha incontrato migliaia di persone, portando la sua parola ed il suo esempio. «Francesco non è un uomo davanti alla telecamera, ma in prima linea per aiutare, è un uomo d'azione. Durante i nostri incontri in Vaticano mi ha fatto capire che non voleva che facessi un film biografico, ma che raccontassi un quadro globale. Lui è un uomo a favore della vita, si preoccupa dell'umanità senza mai mettere un'etichetta sulle persone. A Lampedusa per esempio ha spinto l'Italia a salvare molte vite, ogni questione trattata nel film è pro vita in relazione a Papa Francesco.

In Francesco, il regista segue l'impegno incessante del Pontefice nei confronti delle questioni più urgenti del XXI secolo: economia, migrazioni, disuguaglianze di genere, crisi climatica, omosessualità, xenofobia. «I film precedenti su Siria e Ucraina, sono stati argomenti molto duri e difficili che mi hanno spinto a cercare la speranza per l'umanità, allora nel 2018 iniziai a fare ricerche su Papa Francesco, andai in Argentina, Cile, Armenia, e tanti altri posti nel mondo, iniziai a seguire i suoi passi ed a parlare con le persone cui il Papa aveva toccato il cuore. Mi interessava la loro testimonianza, quella delle persone, dei rifugiati per esempio, non la figura del Papa, per comprendere i disastri che noi abbiamo creato».

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Francesco mette al centro del racconto le attività umane del Papa, che gli hanno permesso di raggiungere personalità di grandissimo spessore a livello mondiale, con l'unico scopo di preservare il mondo per le future generazioni. «Di lui sono rimasto affascinato, non come leader - ha detto il regista - ma come un essere umano molto umile, di cui possiamo replicare le sue azioni, ed allo stesso tempo un esempio di leadership unica al mondo».

Presente alla conferenza stampa anche Juan Carlos Cruz, oggi attore, abusato quando era bambino da un parroco molto famoso in Cile, la cui storia è stata coperta per molti anni dalla Chiesa, finché Cruz non ha incontrato Papa Francesco. «Quando nel 2018 disse al mondo che la mia storia non era una bugia, allora diventammo molto amici, perché Papa Francesco è stato l'uomo che mi ha sollevato dal luogo peggiore in cui un uomo può cadere. E' come un padre per me ed insieme abbiamo fatto molte cose per aiutare gli altri. Purtroppo ancora oggi ci sono tante persone che vengono dalla Curia, vescovi o altri che tornano nel loro paese dopo aver incontrato il Papa e rifanno le stesse cose. Questa cultura dell'abuso e della copertura non può più essere tollerata, Papa Francesco lo capisce, ma molte altre persone della Chiesa non lo capiscono. Ma noi non ci fermeremo» ha affermato Cruz alla conferenza stampa.

«Anche le persone vittime di abusi sessuali potranno essere ascoltate attraverso questo film - ha aggiunto il regista russo - per il Papa è importante non etichettare le persone, che siano omosessuali o no, ma solo che sia una persona buona».

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Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre, 10:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA