AstraZeneca, si indaga sui casi sospetti: dal dentista e la prof romani alla signora di Napoli

AstraZeneca, ora si indaga sui casi sospetti: dal dentista romano alla signora di Napoli
di Alessia Marani e Camilla Mozzetti
5 Minuti di Lettura
Martedì 16 Marzo 2021, 00:23 - Ultimo aggiornamento: 23:22

A 46 anni si è accasciato sulla strada di fronte casa e non si è più rialzato. È morto così un odontoiatra romano L. M., giovedì a pochi metri dalla sua seconda abitazione sulla via dei Laghi, a Rocca di Papa (Castelli Romani). Morte naturale causata da un infarto ma la famiglia ipotizza che dietro al decesso ci possa essere una correlazione con il vaccino che lo specialista aveva ricevuto il 19 febbraio. È solo un’ipotesi ma sufficiente per i parenti a sporgere denuncia in Procura. Un’altra denuncia è stata presentata domenica dai familiari di Stefania Maccioni, romana, 51enne docente di lettere alla scuola media di Cerveteri: si era vaccinata il 25 febbraio a Santa Marinella con «lotto di produzione ABV5811», lo stesso sospeso inizialmente dopo la morte di un professore in Piemonte. «Dopo la somministrazione - spiega il fratello Luca - Stefania ha iniziato a sentirsi male e ad avere forti emicranie, fino a essere ricoverata in coma il 7 marzo al Gemelli dove è morta il 9 marzo». Per i sanitari, si legge nella denuncia, il decesso sarebbe avvenuto «a seguito di trombosi venosa cerebrale massiva».

 

In piena psicosi da vaccinazioni, ormai le segnalazioni si moltiplicano. Nella giornata di ieri a Vibonati (Salerno) è deceduto dopo alcune ore dalla somministrazione all’ospedale di Sapri di un vaccino Pfizer, Michele Quintiero, vigile urbano di 62 anni. Sul caso è stata aperta un’inchiesta e la magistratura ha disposto il sequestro della salma. Pare che l’agente soffrisse di alcune patologie. Dopo i tre decessi in Sicilia della scorsa settimana e il professore-musicista morto nel fine settimana a Biella, Sandro Tognatti, di cui oggi verrà fatta l’autopsia, ieri a Napoli è stato registrato anche il malore della 54enne Sonia Battaglia. La donna lotta tra la vita e la morte all’ospedale del Mare, ricoverata in terapia intensiva dopo una dose AstraZeneca sempre del lotto ABV5811, lo stesso del prof biellese. «Era sana come un pesce - dicono i famigliari - e anche dopo il vaccino era andata a lavorare. Due giorni dopo ha avuto la febbre, dormiva sempre, non riusciva a parlare» fino a diventare «totalmente immobile». Prima ancora che l’Aifa sospendesse l’uso del vaccino, i carabinieri del Nas hanno sequestrato 393mila falconi del lotto “incriminato” in tutta Italia. Tornando al dentista del Castelli, il tempo intercorso tra il vaccino e la morte lascerebbe supporre che non ci sia una correlazione diretta, ma la certezza sarà ci sarà solo con l’autopsia. Il medico stando ai parenti non soffriva di patologie cardiache pregresse, al contrario. Era un uomo giovane, in buona salute senza problemi cardiologici. Motivo per cui hanno sporto denuncia alla Procura di Velletri. Il pm Giovanni Taglialatela avrebbe già disposto il sequestro della salma che si trova al policlinico di Tor Vergata e l’esame autoptico. 

LE DINAMICHE
Il decesso dell’odontoiatra era apparso come una morte naturale ma a fronte degli episodi avversi venuti alla luce, il sospetto si è concretizzato. Il professionista stava passeggiando sulla via dei Laghi all’incrocio con Ariccia, quando una fitta al petto l’ha prima portato ad accasciarsi fino a morire in strada. Ad accorgersi del dramma in corso, alcuni automobilisti che hanno subito allertato il 118 e le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Rocca di Papa e un’ambulanza, ma i sanitari non hanno che potuto constatare il decesso. Quell’uomo, però, a detta dei familiari stava bene, in piena salute. Ed è su questo che si è insinuato un sospetto dal momento che il 46enne un mese prima si era sottoposto alla vaccinazione rientrando nel gruppo dei medici libero professionisti che non erano stati immunizzati come i colleghi dipendenti di Asl e ospedali all’inizio della campagna vaccinale, con gli antidoti Pfizer e Moderna. Anche i familiari della professoressa Maccioni sostengono che la donna fosse «fino al vaccino in condizioni di salute ottimali». Oltre alla denuncia in Procura, è stata fatta una segnalazione all’Aifa. La donna lascia il marito e una figlia di 8 anni. A oggi nel Lazio quasi 160 mila persone hanno ricevuto da febbraio il vaccino AstraZeneca e, a parte i sintomi dopo l’iniezione come febbre o dolori muscolari, la Regione non ha ravvisato altri fenomeni avversi o più gravi come, ad esempio, le trombosi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA