AstraZeneca, Bassetti a Domenica In: «Non avrei alcuna paura a rifarlo, ci metterei il braccio»

AstraZeneca, Bassetti a Domenica In: «Non avrei alcuna paura a rifarlo»
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Domenica 14 Marzo 2021, 14:44 - Ultimo aggiornamento: 18:37

«Intravediamo l'aurora di questa lunga notte» (del coronavirus): lo dichiara il sottosegretario alla Salute del governo Draghi, Pierpaolo Sileri. Che, ospite di Mara Venier a Domenica In, ha dichiarato che «sicuramente ci sono disomogeneità da regione a regione». Alla domanda della conduttrice se le prenotazioni stiano andando avanti, Sileri ha risposto che: «Da domani nel Lazio sono aperte le prenotazioni per coloro che hanno 72 e 73 anni. Io ieri ho prenotato per mio suocero ed è davvero semplice, anche se non sempre sarà possibile vaccinarsi nel punto preferito». Tra gli ospiti della puntata anche l'infettivologo Matteo Bassetti che ha parlato anche del caso AstraZeneca: «AstraZeneca è un vaccino che ha mostrato che se usato su vasta scala riduce le ospedalizzazioni covid con polmonite. Io, se potessi, mi rivaccinerei con AstraZeneca, ci metterei il braccio, non avrei nessuna paura a rifarlo. Non dimentichiamo che qualunque farmaco che assumiamo ha effetti collaterali»

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La campagna vaccinale

Secondo Sileri, quindi, «la macchina si sta muovendo molto molto bene: pensi che circa due milioni di anziani over 80anni hanno ricevuto almeno la prima dose. Che già protegge molto bene dopo almeno 3 settimane. Il che vuol dire che chi riceve la dose oggi, perché ci si vaccina anche di domenica, non si ammalerà e non morirà. E quindi intravediamo già l'aurora di questa lunga notte di pandemia (da Covid ndr.), durata un anno.

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Il gap

E quando Mara Venier gli chiede la preparazione sanitaria delle singole regioni, Sileri ha risposto che «il gap tra le regioni si sta man mano colmando. Se guardate sul sito, aggiornato, si nota che le differenze sono minori». In particolare si registra la diminuzione degli over 80 e nel personale sanitario tra i nuovi positivi: questi sono gli obbiettivi raggiunti finora dalla campagna vaccinale, che deve proseguire senza sosta «a prescindere da dove i vaccini siano prodotti», secondo il professor Francesco Vaia dello Spallanzani di Roma. Sì, perché il numero di morti è ancora troppo alto: «intollerabile», precisa - in streaming con lo studio di Domenica In - Francesco Vaia. Secondo direttore sanitario dello Spallanzani il vaccino anti Covid, insieme agli anticorpi monoclonali, sono l'arma principale con cui combattere la pandemia: «Avanti nello studiare: la scienza è libera dagli interessi geopolitici. Agli italiani interessa che il vaccino sia sicuro ed efficace».

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«Evitate i contatti con le persone: cercate di resistere perché qualsiasi incontro può essere foriero di infezioni», così il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, ospite di Mara Venier a Domenica In. Infezioni che, rispetto allo scorso marzo, colpiscono anche molti giovani. Anche se «Circa il 50% dei ricoverati al San Martino di Genova è intorno ai 65 anni. Abbiamo anche 0 ricoveri dalle rsa, e molti meno contagi dagli over 80, che sono quelli che stanno ricevendo le dosi del vaccino anti coronavirus», così Bassetti.

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«Noi questo abbassamento - ha proseguito l'infettivologo Matteo Bassetti - di età non lo abbiamo registrato, ma forse siamo un isola felice. Comunque stiamo vivendo una terza ondata fotocopia della prima: potremmo raggiungere il picco la prossima settimana», così in streaming a Domenica In. Ospiti della puntata anche Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale.

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Una normalizzazione della curva epidemiologica, quindi, attesa per dopo Pasqua. Quanto ad assembramenti e controlli, il viceministro alla Salute Sileri ha identificato semmai nella mancanza di controlli, e non negli assembramenti in sé, la causa principale della terza ondata del Covid. Ad ogni modo: «È l'ultimo miglio» nella corsa contro il coronavirus, ha concluso Sileri. «Me lo segno, Sileri», ha sorriso la conduttrice di Domenica In Mara Venier.

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