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Covid, Crisanti: «Dai tamponi agli strumenti informatici, ecco tre armi per evitare la terza ondata»

Mercoledì 4 Novembre 2020
Covid, Crisanti: «Dai tamponi agli strumenti informatici, ecco tre armi per evitare la terza ondata»

Contro una eventuale «terza ondata» della pandemia Covid serve un sistema di sorveglianza con tre elementi, la capacità di fare tamponi sufficienti, l'utilizzo di strumenti informatici e un sistema che renda accessibili i tamponi in tutto il paese. Lo ha affermato il virologo Andrea Crisanti durante un'audizione al Senato. «Contro una eventuale terza ondata bisogna agire su tre elementi - ha spiegato -. Bisogna avere la capacità di fare tamponi sufficienti, mirati, sappiamo che se siamo positivi negli ultimi 5 giorni abbiamo interagito con parenti, amici, colleghi, tutte queste persone vanno testate. Questo va integrato con strumenti informatici che permettano di monitorare in termini spazio temporali come i casi si distribuiscono nelle regioni, integrati con altri parametri come la mobilità delle persone, informazioni necessarie per prevedere quello che succede dopo, come si diffonde il virus. Questo sistema deve avere la logistica per rendere accessibili i test dove sono necessari, in Italia ci sono differenze enormi sul territorio. Se questo l'ha fatto il Vietnam può farlo anche l'Italia».

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Brusaferro: escalation del virus

«Dal 4 ottobre è stato segnalato», nel monitoraggio settimanale sulla situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia, «un passaggio di fase, con un'accelerazione dei casi, che oggi ci vede molto attenti con un monitoraggio sempre più stretto, che dà indicazioni sull'evoluzione del rischio così da consentire a chi è deputato a decidere, di prendere le decisioni più opportune per contenere questo rischio». Lo ha sottolineato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, anche lui in audizione, in videcollegamento, in Commissione Affari sociali della Camera. «La circolazione del virus», ma anche «l'indice Rt», precisa Brusaferro, «sono solo alcuni dei criteri della valutazione del rischio, conta anche la capacità di resilienza del sistema, di rispondere ai bisogni di salute, non legati solo al coronavirus». Per la valutazione del rischio, sono state adottare «modalità dettagliate e condivise a tutti i livelli del Paese, con tutti i fattori di cui si deve tenere conto, per affrontare le diverse fasi dell'epidemia».

«Dopo aver avuto una fase di transizione, ci troviamo in una fase che tecnicamente definiamo di escalation e quindi in parte dobbiamo usare misure di contenimento e in parte misure di mitigazione», ha poi detto Brusaferro. «A differenza della prima ondata, il virus circola in tutte le regioni» anche se «abbiamo situazioni con circolazione contenuta e altre con valori particolarmente elevati». Uno dei dati importanti è la percentuale della positività al tampone: «quando supera il 4% è un indicatore di una forte circolazione, e in tutte le regioni del nostro Paese c'è questa caratteristica».

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA