Roma, si innamora del prete e lo corteggia per mesi: 62 enne rischia di finire a processo per stalking

Il caso in una parrocchia a San Giovanni. Il fedele pretendeva di confessarsi per ore

Roma, si innamora del prete e lo corteggia per mesi: 62 enne rischia di finire a processo per stalking
di Michela Allegri
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 22:51 - Ultimo aggiornamento: 22:53

Durante la messa non distoglieva gli occhi dall’altare, lanciando sguardi ammiccanti, e quando la celebrazione era finita si dirigeva verso la sagrestia con la scusa di chiedere spiegazioni sull’omelia. In realtà, era un escamotage per trascorrere del tempo da solo con l’uomo di cui diceva di essersi innamorato: il parroco. Pretendeva che le sue confessioni durassero almeno tre ore. E non perdeva occasione per dichiarare i suoi sentimenti al sacerdote, diventando anche aggressivo dopo i rifiuti ripetuti. Tanto che il prete, estenuato dopo più di un anno di insistenze, aveva deciso di sporgere denuncia. Adesso il fedele, Gabriele L., 62 anni, rischia di finire a processo con l’accusa di stalking: il pubblico ministero Antonio Verdi, titolare del fascicolo, ha chiuso le indagini sulla vicenda, partite dopo il racconto del reverendo e proseguite con l’audizione di diversi testimoni che hanno confermato la sua versione, perpetua compresa. I fatti sono recenti: sono accaduti tra il 2021 e il 2022 in via Urbisaglia, alle spalle della Basilica di San Giovanni, nella chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.

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LE ATTENZIONI

Le lusinghe e le attenzioni non gradite sono andate avanti per 18 mesi e sono iniziate nel gennaio del 2021. Il parroco ha sopportato il più possibile, ma quando l’affetto è sconfinato in ossessione si è preoccupato e ha temuto di essere in pericolo. Ogni volta che il sessantaduenne si presentava in chiesa, o in parrocchia, oppure a casa del sacerdote, la visita si trasformava in un incubo. «Pretendeva che le confessioni durassero almeno tre ore», scrive il pubblico ministero nel capo di imputazione, e non perdeva occasione per dichiarare le sue emozioni, in modo pressante. Quando veniva invitato ad andarsene, l’indagato si metteva davanti alla porta bloccando il passaggio al sacerdote. E ancora: telefonate, appostamenti, irruzioni in sacrestia. Durante quei colloqui infiniti l’uomo ripeteva al reverendo di essere innamorato e manifestava «desideri fisici» nei suoi confronti, annota ancora il pm negli atti.

LA DENUNCIA

Dopo avere sopportato per mesi, il prete ha deciso di sporgere denuncia, raccontando di non essere più in grado di svolgere la funzione con serenità. Ha dichiarato di avere cercato, con estrema pazienza, di spiegare al fedele i motivi del suo rifiuto e di convincerlo a desistere da quel corteggiamento insistente e non corrisposto. Non c’era stato nulla da fare. A confermare la sua versione, anche alcuni parrocchiani, che sono stati ascoltati dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini.

GLI APPOSTAMENTI

Il sessantaduenne si presentava in parrocchia a qualsiasi ora del giorno, chiedendo di potersi confessare, oppure invitando il sacerdote per una passeggiata, reagendo sempre peggio di fronte ai rifiuti. La situazione era diventata talmente angosciante per il prelato da spingere la Procura a chiedere la misura del divieto di avvicinamento al sacerdote. Provvedimento scattato lo scorso luglio: al sessantaduenne era stato vietato di avvicinarsi al sagrato della chiesa. Interrogato in Procura, l’uomo ha negato davanti al pubblico ministero le contestazioni: «Sono un fedele molto devoto», è il senso delle dichiarazioni rilasciate al magistrato, che non sono bastate a fare archiviare il caso.
 

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