Roma, Casamonica, i giudici del processo di appello confermano: «È associazione mafiosa»

Il processo conta quaranta imputati

Casamonica, i giudici del processo di appello confermano: «È associazione mafiosa»
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Martedì 29 Novembre 2022, 17:57 - Ultimo aggiornamento: 21:17

Quella dei Casamonica è mafiaAnche in appello è stata ribadita l'accusa di associazione mafiosa per il gruppo criminale dei Casamonica. Il processo vede imputate circa 40 persone. E i giudici di secondo grado di Roma hanno confermato l'accusa dopo oltre sei ore di camera di consiglio.

Nei confronti degli imputati, tra cui i capi del gruppo criminale attivo nell'area est della Capitale, le accuse sono, a seconda delle posizioni, di associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all'estorsione, l'usura alla detenzione illegale di armi.

Nell'aula bunker di Rebibbia a Roma i giudici hanno sostanzialmente confermato l'impianto accusatorio accogliendo il ricorso dei pm su quattro posizioni per quanto riguarda il 416bis, escludendo soltanto l'aggravante di essere un'associazione armata.

«È una sentenza che riteniamo equilibrata - ha commentato il sostituto procuratore generale, Francesco Mollace -. È stata ribadita l'impostazione dell'accusa. La Procura ha svolto un gran lavoro ed abbiamo ottenuto un grande risultato. La sentenza di oggi si pone nel solco di altre pronunce come quelle per i Fasciani, Gambacurta e Spada che hanno riconosciuto la mafia sul territorio laziale». 

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Tutte le condanne

A rappresentare l'accusa nel maxiprocesso il sostituto procuratore generale Francesco Mollace, con i pm Giovanni Musarò e Stefano Luciani. «L'indagine della procura di Roma ha posto fine allo strapotere dei Casamonica. Un clan da anni a braccetto con Banda della Magliana e poteri forti della capitale», aveva detto Mollace nel suo intervento nelle scorse udienze. Un clan, aveva sottolineato il pm Musarò, «con una forza di intimidazione impressionante. La "galassia" Casamonica è quella peculiare struttura dell'organizzazione che porta i diversi gruppi ad unirsi quando c'è "bisogno"». In primo grado, il 20 settembre 2021, erano state comminate 44 condanne per oltre 400 anni carcere. Al maxiprocesso si è arrivati dopo gli arresti compiuti dai carabinieri del Comando provinciale di Roma nell'ambito dell'indagine "Gramigna", coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Michele Prestipino e dai sostituti procuratori Musarò e Luciani. La condanna più alta, a 30 anni, decisa dai giudici dalla Corte d'Appello di Roma che hanno confermato l'accusa di mafia per il clan, è andata a Domenico Casamonica, ai vertici del clan romano. Condanne pesanti anche per Massimiliano Casamonica 28 anni e 10 mesi, 24 anni a Pasquale Casamonica, 26 anni e 2 mesi a Salvatore Casamonica, 15 anni e 8 mesi a Liliana Casamonica, 16 anni e 2 mesi a Giuseppe Casamonica, 16 anni e 6 mesi a Guerrino Casamonica.

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