LOCKDOWN

Roma, prestavano soldi con tassi fino al 500% durante il lockdown: 7 arresti

Giovedì 3 Dicembre 2020

Sette persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri del comando provinciale che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip, su richiesta della Procura di Roma. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di usura continuata in concorso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti in concorso, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita in concorso, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti e abusivo esercizio del credito. 

L’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo, tra marzo 2019 e giugno 2020, ha consentito, in particolare, di documentare diversi prestiti concessi dai due principali indagati a cittadini in difficoltà economiche, con un tasso usurario tra il 150 per cento ed il 500 per cento su base annua. Le vittime che non riuscivano a versare le somme richieste, venivano minacciate di ritorsioni, al fine di indurle a racimolare il denaro richiesto. 

I ricavi dell’attività illegale degli indagati sono stati calcolati in almeno 111mila euro. Soldi che venivano riciclati mediante versamenti su carte Poste-Pay intestate a terzi. L’indagine ha anche consentito di riscontrare la compravendita di varie partite di cocaina, sequestrandone circa 200 grammi e arrestando una persona in flagranza di reato. Inoltre è stata accertata la fittizia intestazione di un natante, poi sequestrato, di un’automobile e di un centro scommesse, attraverso il quale venivano riciclati i proventi dell’attività di usura. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno tracciato una serie di fatture per operazioni inesistenti emesse da una società edile, attraverso le quali è stato evaso l’Iva. Lo stratagemma serviva al titolare della ditta, poi arrestato, anche per simulare la liceità delle proprie disponibilità economiche, in parte provenienti dall’usura.

Il gip di Roma Maddalena Cipriani - nell'emettere l'ordinanza di custodia cautelare verso i soggetti accusati - ha anche specificato che questi «hanno dimostrato di essere spregiudicati nel programmare le loro attività criminali dalle quali acquisiscono ingiusti profitti». Il gip ha aggiunto poi che «Si impone l'intervento cautelare poiché  per quanto è emerso sono allo stato ancora in atto le condotte illecite ricostruite, e dunque evidente ed allarmante è il pericolo di recidiva specifica». Nell'ordinanza di custodia cautelare si fa riferimento anche a dialoghi intercorsi tra gli arrestati e le vittime:«Ti strappo le corde, te le strappo le corde vocali, non ti faccio più lavorare». E ancora: «Io voglio esagerare, perché ti meno, oggi ti prendo a cascate in faccia, promesso, e lo faccio».

Ultimo aggiornamento: 16:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA