Scuole, rischio aule vuote per il virus. Allarme tra le famiglie: «Teniamo i bimbi a casa»

Classi decimate soprattutto nelle materne: cresce la paura di una diffusione del virus

Scuole, rischio aule vuote. Allarme tra le famiglie: «Teniamo i bimbi a casa»
di Camilla Mozzetti
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Lunedì 10 Gennaio 2022, 08:36 - Ultimo aggiornamento: 10:09

I telefoni non smettono di squillare né si assopiscono le notifiche su Whatsapp e il flusso di email a cui rispondere è ormai quasi ingestibile. Eccola la domenica dei presidi della Capitale e di gran parte della Regione a poche ore dal suono della campanella. Si torna in classe senza se e senza ma eppure il rischio è uno soltanto: a varcare i portoni degli oltre mille istituti romani saranno soltanto una manciata di alunni e prof.

Scuole, incognita dad

 

Oltre alle assenze già comunicate per casi di positività o di quarantene indotte per contatti diretti (mariti, mogli, figli, sorelle e fratelli) ad aggiungersi alla lista adesso ci sono anche le famiglie, quelle che hanno già deciso e comunicato che non manderanno i propri figli a scuola per paura che possano contagiarsi. Il fenomeno è esploso nelle ultime ore e interessa principalmente le scuole dell'infanzia, i nidi, ma non mancano casi neanche alle elementari che però figurano come scuole dell'obbligo.

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I CASI
«Le sezioni dell'infanzia saranno vuote», spiega Valeria Sentili, preside dell'Istituto comprensivo Francesca Morvillo di Tor Bella Monaca. «Ho ricevuto tantissime email di genitori con figli iscritti all'infanzia che hanno deciso di tenerli a casa chi per una settimana, chi per tutto il mese di gennaio, chi ancora fino alla riduzione dei contagi». Morale? Delle 14 classi della scuola riservata ai più piccoli in pochissimi oggi risponderanno presenti all'appello. Il problema c'è anche alla scuola elementare: «Ho ricevuto anche email di genitori - prosegue la Sentili - che lasceranno a casa i propri figli iscritti alla primaria, alcuni mi hanno chiesto l'attivazione della dad ma questa non può essere concessa se non per casi di positività o isolamento dietro certificato medico e tra l'altro, l'elementare, essendo scuola dell'obbligo, non si può saltare senza un motivo perché sarò costretta a conteggiare le assenze».

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All'istituto Morvillo comunque oggi la didattica a distanza sarà attivata almeno in 40 classi: «In tutte le sezioni ci sono casi di positivi - conclude la preside - e dunque sto predisponendo le lezioni da remoto». Dall'Ufficio scolastico regionale il direttore Rocco Pinneri ha chiesto ad ogni dirigente un report da inviare oggi entro le 12 per capire quanti studenti sono assenti e quanti i docenti e il personale scolastico che non ha preso servizio. La paura è quella di avere alla fine un elenco impietoso con migliaia di assenze in tutta la Regione. Di famiglie spaventate e decise a tenersi a casa i figli ce ne sono anche all'Istituto comprensivo Valente del Collatino. Qui la preside, Rosamaria Ninotta Lauricella, ha scritto una lettera al ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. «Tra gli alunni, si registrano già molte comunicazioni di assenze, per positività o quarantene in famiglia. Molti genitori stanno avvisando che preferiscono tenere a casa i figli, nonostante le difficoltà organizzative, per evitare contagi e sono già venti le comunicazioni arrivate», spiega la Lauricella che nella lettera inviata al responsabile di viale Trastevere tiene a puntualizzare: «Noi dirigenti scolastici, adesso, stiamo chiedendo uno slittamento della ripresa in presenza e, quindi, la dad, ma solo dopo aver sollecitato a gran voce uno screening a tappeto nelle scuole, prima della riapertura. Personalmente, ho scritto all'Asl di riferimento ed alla struttura commissariale di Figliuolo, chiedendo che venissero a fare i tamponi a tutti i miei alunni e personale scolastico, in data 8 e 9 gennaio, aprendo la scuola di sabato e domenica». Ma non è stato possibile.

 


LEZIONI DA REMOTO
Aule vuote anche in molte altre scuole fino al vero paradosso dell'Ic Elisa Scala: «Prima di Natale - racconta la preside Claudia Gentili - l'intero plesso di via Motta Camastra con 600 studenti è stato chiuso dall'Asl dopo che 20 classi sono state messe in quarantena ed ora mi trovo ancora le classi decimate: delle 50 classi totali la metà ha un numero enorme di assenti, ho già informato le famiglie che martedì si partirà con la dad e non per scelta ovviamente ma per necessità». Per i presidi oggi è come «scendere in trincea», sintetizza Renata Ruggiero, dirigente dell'Istituto comprensivo Via del Calice mentre la capa dell'AssoPresidi Lazio Cristina Costarelli - che è preside anche al liceo Scientifico Newton e ieri pomeriggio ha contato 71 studenti positivi sui 1.140 totali - si trova costretta ad ammettere: «Tra positivi, problemi di mancato arrivo delle Ffp2, nessuna comunicazione dalle Asl per le quarantene, cominciamo con un quadro preoccupante da un lato e pieno di incertezze dall'altro».
 

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