Roma, chiude Chef Express a Termini: 78 esuberi, giovedì la manifestazione

Martedì 13 Ottobre 2020 di Barbara Savodini
Restyling in corso alla stazione Termini

La crisi da pandemia non risparmia i lavoratori della Chef Express di Roma Termini, alcuni in servizio da 30 anni nonostante le mille disavventure vissute sui treni.

La particolare ubicazione della catena di bar, ristoranti e fast food, infatti, fa sì che gran parte del personale provenga proprio dalle province, Roma e Latina in primis.

Ora 78 di questi infaticabili lavoratori, che ogni giorno partono da Fondi, Monte San Biagio, Lenola, Terracina e molti altri comuni pontini per raggiungere il posto di lavoro, rischiano di rimanere senza occupazione. La questione è in mano ai sindacati ma facciamo un passo indietro.

Rivoluzione a Termini: grandi marchi al posto dei punti ristoro

I punti ristoro della stazione Termini chiuderanno il 31 ottobre, non per l'epidemia bensì per la decisione di Grandi Stazioni di assegnare i locali ad altre attività.

È quanto previsto nel restyling della società di Ferrovie dello Stato che si propone di dare un volto nuovo ad uno degli scali più frequentati d'Italia.

Nel mese di dicembre 2019, dato che per fare largo a vetrine e grandi marchi il destino del settore food era segnato, la Chef Express ha deciso di trasferire, pian piano, tutti i dipendenti in altre sedi della Capitale con tanto di accordo sottoscritto da ambo le parti.

Il Covid-19, però, ha sparigliato le carte e ora per 78 lavoratori su un totale di 180 si profila la perdita del posto di lavoro: si tornerà in cassa integrazione a turno e poi, dopo il 31 gennaio (prima lo impedisce la legge), potrebbe scattare la mobilità.

«Abbiamo in mano già un accordo e vogliamo che sia rispettato – spiega un dipendente di Fondi – ci sono famiglie che contano su un solo stipendio, con bambini appena nati, chiediamo l'intervento dello Stato». Come la persona in questione, potrebbero rimanere senza lavoro altri cinque concittadini, quattro colleghi di Lenola e uno di Monte San Biagio. Ed ecco che la crisi economica internazionale si abbatte, ancora una volta, sulle province dove ricollocarsi, in particolare ad una certa età, diventa difficile se non impossibile.

Per questi motivi giovedì 15 ottobre i lavoratori manifesteranno a Roma Termini chiedendo il rispetto dell'accordo sottoscritto il 23 dicembre.

Le paure dei dipendenti: un solo stipendio e bimbi piccoli

«Non posso certo lamentarmi di un'azienda che si è sempre rivelata impeccabile – racconta un'altra dipendente tornata al lavoro da una settimana – ci hanno anticipato la cassa integrazione e sottoscritto un'assicurazione in caso di contagio però ora siamo costretti a protestare perché rischiamo di perdere il lavoro e perché il mancato rispetto dell'accordo siglato è illegittimo».

Da una parte i dipendenti che rischiano il posto, dall'altra una grande azienda che, così come moltissime altre, ha visto crollare gli incassi a Termini dell'80% e si ritrova a fare e rifare conti che, dal lockdown, non tornano più.

«Non accetteremo passi indietro da parte di Chef Express sulle responsabilità precedentemente assunte – commentano in una nota congiunta Cristina Silvestri, della Fisascat-CISL ed Enzo Pascale, della Uiltucs - continuiamo inoltre a chiederci che fine abbia fatto Grandi Stazioni, a cui abbiamo ripetutamente chiesto incontri senza ricevere risposte».

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