Roma, ucciso sul monopattino, scagionato l'investitore: «La vittima andava contromano»

Roma, ucciso sul monopattino, scagionato l'investitore: «La vittima andava contromano»
di Michela Allegri
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Venerdì 25 Marzo 2022, 07:54 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 10:22

Una manovra azzardata, la scarsa visibilità del mezzo e, soprattutto, la mancanza del casco: ecco la dinamica che avrebbe provocato l'incidente che, lo scorso 9 settembre, è costato la vita a un trentaquattrenne nigeriano, caduto da un monopattino dopo l'impatto con una macchina nel quartiere Trieste. La consulenza disposta dalla Procura - sul caso indaga il pm Maria Sabina Calabretta - sembra scagionare il conducente, un diciannovenne indagato per omicidio stradale. L'atto è stato depositato da poco in Procura e riaccende i riflettori sull'allarme sicurezza per l'utilizzo troppo spesso senza criterio dei mezzi elettrici.

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L'incidente è avvenuto introno alla mezzanotte del 9 settembre all'incrocio tra via Chiana e via Sebino. La vittima si è scontrata con una Mini One, che è partita quando il semaforo era verde: il monopattino avrebbe attraversato l'incrocio quando la luce era rossa, come testimoniato da alcuni presenti. Anche se la velocità non era sostenuta, il corpo del trentaquattrenne è volato a quasi cinque metri di distanza. L'impatto con l'asfalto non ha dato scampo allo straniero: non indossava il casco. Una protezione alla testa avrebbe potuto salvargli la vita. Il consulente ha sottolineato anche il fatto che il monopattino - preso a noleggio e pagato con la carta di credito - in piena notte fosse scarsamente visibile per l'automobilista e che il trentaquattrenne avrebbe fatto una manovra azzardata, attraversando prima le strisce pedonali e poi percorrendo un tratto contromano.
L'allarme sicurezza emerge anche dai dati diffusi dai vigili: nel 2021 ci sono stati 200 incidenti che hanno coinvolto monopattini, con un centinaio di feriti e quattro decessi.

 

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