Rifiuti a Roma, ecco la mappa: 12 siti per la discarica

Mercoledì 4 Dicembre 2019
La lista dei siti - una dozzina - dove realizzare discariche o centri di stoccaggio per i rifiuti a Roma è pronta. In queste ore sarà inviata alla sindaca Virginia Raggi. Sarà lei, secondo l’ordinanza regionale, a dover decidere, entro sette giorni, dove realizzare l’impianto (o gli impianti) in cui smaltire gli scarti. Il 15 gennaio la discarica di Colleferro chiuderà per sempre (ieri ha riaperto, dopo lo stop legato all’incidente sul lavoro, ma come è noto a metà del prossimo mese la sua attività cesserà). Parentesi: contro l’ordinanza che certifica la chiusura di Colleferro ha presentato ricorso Rida, società proprietaria del Tmb di Aprilia. Altra perla di Ama: nuovo giro di valzer, nuovo cambio dei dirigenti, silurato da direttore operativo Massimo Bagatti, assegnato a un inedito «Centro studi e innovazioni». Ma torniamo nella Capitale: cosa succede se Virginia Raggi si rifiuterà di scegliere uno o più siti e resterà sulla linea «tutti i rifiuti di Roma devono essere smaltiti fuori da Roma»?

LA MAPPA

DENUNCIA
Stando all’ordinanza, la Regione potrebbe denunciarla alla procura per omissione di atti di ufficio e, in parallelo, usare i poteri sostitutivi: di fatto, commissariarla. Ma dove sono i siti indicati dalla commissione formata dalle dirigenti di Regione, Città Metropolitana e Roma Capitale (Flaminia Tosini, Paola Camuccio e Laura D’Aprile)? C’è un elenco delle discariche di inerti o di altri tipi di materiali già esistenti nel territorio di Roma. Sono facilmente utilizzabili anche per stoccare gli scarti che oggi vengono mandati a Colleferro, Roccasecca e Civitavecchia (ma anche fuori dal Lazio). Dunque, c’è Falcognana (qui c’è una discarica per il materiale ricavato dagli interni delle auto), ci sono vari impianti sparsi tra via Portuense, via Ardeatina, via Laurentina, via Collatina, per fare alcuni esempi. C’è in corso la conferenza di servizi per la discarica di inerti a Monte Carnevale (vicino a Malagrotta). Altro elenco: i siti in cui non c’è nulla ma hanno caratteristiche adatti a ospitare impianti. Si attinge dalle aree bianche che furono inviate dalla Città metropolitana (governata da Virginia Raggi) alla Regione per il piano dei rifiuti, soprattutto ai margini dei Municipi IV, X, XI e XIV. Infine, c’è da capire se possano tornare di attualità siti un tempo furono candidati e poi scartati, come Pian dell’Olmo e Corcolle. Ma significa che la Raggi dovrà realizzare una dozzina di discariche? No. L’elenco offre un ventaglio di scelte, la decisione finale spetta a lei sia sul sito, sia sul numero di impianti. Fino ad oggi l’orientamento della Raggi è stato sempre quello di dire no a qualsiasi impianto di smaltimento per l’indifferenziato. La tregua in corso, con la dirigente di Roma Capitale Laura D’Aprile che ha condiviso le scelte della commissione, potrebbe essere fragile. Ieri Stefano Zaghis, amministratore unico di Ama, ha incontrato la commissione, ha assicurato che nelle prossime ore saranno indicate le due aree di trasferenza chieste dall’ordinanza regionale (anche in questo caso siamo all’anno zero, si passa da proroga in proroga per Ponte Malnome). Sulla gara per portare i rifiuti all’estero - la soluzione indicata dall’ordinanza ma anche la più amata dal Campidoglio – Zaghis ha chiesto la collaborazione di Invitalia, l’agenzia che fa capo al Ministero dell’Economia. Domani vertice in Regione, al quale sono stati invitati anche i rappresentanti di Invitalia. Ama è senza bilancio e con le linee di credito revocate dalle banche. L’intervento dell’agenzia del Mef può aiutare a dare solidità a un bando da decine e decine di milioni di euro.
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