ROMA

Raccolta rifiuti nel caos, boom discariche fai-da-te da Trigoria a La Storta

Mercoledì 3 Luglio 2019 di Pier Paolo Filippi e Stefania Piras
Raccolta rifiuti nel caos, boom discariche fai-da-te da Trigoria a La Storta

L'ultima l'hanno scoperta ieri. Una mega discarica abusiva a cielo aperto, vicino a una baraccopoli, in un'area verde in Municipio VII appartenente al Comune di Frascati. Ma da Trigoria a La Storta, dal Municipio XIV al Parco di Veio, dalla città che ormai tracima i rifiuti stanno invadendo anche le strade della campagna romana, che nelle ultime settimane, complice l'emergenza, vede moltiplicarsi le discariche abusive.

Via di Trigoria ad esempio, nel tratto tra il centro sportivo dell'As Roma e la Pontina, è tutto un susseguirsi di spiazzi invasi dai rifiuti. Nel più grande, sopra ai calcinacci e ai sacchetti dei rifiuti, qualcuno ha pensato bene di accatastare anche un'intera automobile incidentata. «È una vergogna, ma il Comune cosa fa?», dicono i residenti inferociti con scopa, paletta, e bidoncini di disinfettante. Chi può, infatti, si rimbocca le maniche e cerca di pulire. «Questa è la situazione a Roma, la capitale: discariche a cielo aperto con la sindaca Virginia Raggi che sembra Alice nel paese delle meraviglie.», si chiede un residente sventolando bandiera bianca. E però l'immondizia continua a moltiplicarsi grazie al mancato passaggio dei netturbini. Dall'altra parte di Roma, su via della Storta tra il Municipio XIV e il XV, la situazione è la stessa. Nemmeno il Parco di Veio viene risparmiato, dove gli incivili abbandonano e bruciano i rifiuti a due passi dall'area archeologica. E se i cittadini esasperati non sanno più dove gettare l'immondizia, c'è qualcuno che ha fiutato il business, aprendo addirittura delle vere e proprie discariche in nero, dove si possono conferire rifiuti dietro pagamento.

 successo in via Giomena, nella campagna del Municipio XIV. Qui alcune settimane fa i cittadini, esasperati dal continuo via vai di persone che andavano a scaricare, sono arrivati anche a sequestrare sul posto le persone che vi stavano lavorando. Secondo l'ultimo rapporto dei Gruppi di ricerca ecologica (Gre), associazione riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente, solo in 5 municipi di Roma si concentrano oltre 100 discariche abusive. A guidare la lista è il IV Municipio (da Ponte Mammolo a Tor Cervara) con 64 discariche. Nel Municipio VI (da Torre Maura a Tor Bella Monaca) sono 22 le aree critiche segnalate. Poi vengono il Municipio III (Monte Sacro, Tufello) con 18 discariche abusive, il VII (Appia e Anagnina) con 14 e il V (Centocelle, Prenestino) con 7. Sono discariche, né più né meno. Perché sono ormai riconosciute come tali, chi deve abbandonare la spazzatura va lì, senza cercare altri angoli più o meno nascosti e si sbarazza di sacchi neri e rifiuti ingombranti. Chi lo fa non pensa più che sia giusto protestare perché la raccolta differenziata non funziona o i camion Ama non passano. Perché se l'amministrazione non trova soluzioni, vige l'anarchia del fai da te, con le aree di trasbordo e smaltimento improvvisate, ovvero roghi tossici e discariche a cielo aperto.
 

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