Occupazioni, i danni nelle scuole romane. «Ora paghino gli studenti»

Dai vandali al Pirelli ai pc spariti al Newton, conto da 200mila euro per le sanificazioni

Occupazioni, i danni nelle scuole romane. «Ora paghino gli studenti»
di Alessia Marani
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Lunedì 13 Dicembre 2021, 08:40

I presidi ci riprovano: «I danni delle occupazioni li paghino gli studenti». Se nella succursale del Pirelli, al Tuscolano, che ospita il linguistico e il tecnico economico, la tre giorni di presa di possesso dell'edificio da parte dei ragazzi ha lasciato il segno con aule, laboratori e palestra vandalizzati, il conto finale della trentina di occupazioni - tra quelle terminate e quelle ancora in corso - che la Città metropolitana di Roma si appresta a sborsare alla fine della tornata di protesta, si aggira a non meno di 200mila euro. «Tutti soldi sottratti dalla didattica», tuona Mario Rusconi a capo dell'Associazione presidi.

Occupazioni, i danni degli studenti

 

Per il docente a pagare i danni, «almeno con un contributo», dovrebbero essere i ragazzi stessi. «Eppure, ogni volta che qualcuno di noi prova a chiedere una partecipazione alle spese - afferma - si vede recapitare o minacciare lettere di avvocati da parte delle famiglie oppure comincia il balletto delle responsabilità, con i genitori in prima fila a dire ma non è stato mio figlio, lui non ha colpe».

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L'ANALISI
Rusconi spiega che «in piena pandemia solo a Roma si sono viste così tante occupazioni» e che, al netto di furti e atti vandalici, «comunque tutti gli istituti debbono affrontare i costi per le sanificazioni quantificabili tra i quattro e i 10mila euro ciascuno, considerando anche le spese per lo straordinario del personale».
Intanto, stamani, riaprirà la succursale del Pirelli in via Assisi dopo una corsa contro il tempo, nel week-end per rendere di nuovo agibili aule e spazi comuni. I rappresentanti degli studenti non hanno dubbi: «Sono stati gli esterni entrati a scuola giovedì a provocare i danni - spiegano -. Un primo gruppo di ragazzi sorpresi a scavalcare il muro di cinta sono stati respinti ma i più violenti sono riusciti a entrare e solo l'intervento della polizia, dopo circa tre ore, li ha fermati. È in quel lasso di tempo che hanno agito». Alcuni degli infiltrati, amici di studenti ed ex liceali, sono stati identificati e denunciati. «Siano loro a pagare», dicono ora i ragazzi, specie quelli che non hanno nemmeno preso parte all'occupazione.


La preside Cinzia Di Palo non ha ancora stilato una conta dei danni precisa. «La nostra premura - sottolinea - è stata quella di ripulire e sistemare tutto al meglio per potere riprendere le lezioni. In settimana incontrerò gli studenti e riunirò gli organi collegiali, invitando tutti a una profonda riflessione su questa nostra pagina triste. Su chi dovrà pagare non deciderò solo io, ma si deciderà insieme. Non dimentichiamoci che per un preside, un insegnante e anche per un genitore, il pensiero durante una occupazione non è solo quello dei danni materiali, ma all'incolumità dei ragazzi. Se vogliono fiducia debbono meritarla».

 


Anche al Newton, liceo del Centro, non sono mancate amare sorprese dopo l'occupazione. «A parte il grande disordine con banchi sparsi ovunque - dice la preside Cristina Costarelli - sono spariti anche dei pc. Alcuni studenti mi hanno presentato una lista di venti ragazzi che avevano sottoscritto l'occupazione, ma non sarebbe stato giusto fare pagare solo loro, consentendo di farla franca a chi non ha avuto neppure il coraggio di metterci la faccia. Il discorso è più complesso: tutti, anche le famiglie, andrebbero responsabilizzati».
 

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