Neanderthal, viaggio nella Grotta Guattari del Circeo tra crani, iene e laghetti

Neanderthal, viaggio nella Grotta Guattari del Circeo tra crani, iene e laghetti
di Laura Larcan
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Giovedì 10 Giugno 2021, 16:11 - Ultimo aggiornamento: 21:16

Viaggio all’interno della Grotta Guattari del Circeo, considerata oramai la casa della storia dell’Uomo di Neanderthal, salita all’onore della stampa internazionale per la recente scoperta di fossili di ossa appartenenti ad un gruppo di nove ominidi (uomini e donne) Neanderthaliani. Un complesso che si sviluppa nel ventre del promontorio ad un centinaio di metri dall’acqua cristallina del Tirreno, e che dal 2019 è al centro di una campagna di indagine, studio e valorizzazione che vede impegnata la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina guidata da Paola Refice. Ecco le immagini e il video inediti che raccontano le ultime incredibili scoperte i reperti che coprono un lasso di tempo tra i 125mila e i 60mila anni fa.

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Una frana chiuse 60mila anni fa la grotta. È questa l’eccezionalità di un sito rimasto cristallizzato come una capsula del tempo. Una fortuna per gli archeologi, paleontologi e antropologi, che hanno indagato una nuova porzione. «Il primo cranio Guattari trovato nel febbraio del 1939 dal paleontologo Alberto Carlo Blanc era un caso illustre ma isolato, ora, su base metodologicamente nuova, sono stati trovati tanti altri frammenti di ossa pertinenti a più individui, e di ambo i sessi. Un numero di reperti unico al mondo», spiega la Refice.

Cuore della nuova campagna di indagine è l’Antro del Laghetto, una porzione della grotta mai scavata: quando l’acqua si ritira, riaffiora un archeo-suolo straordinario: uno strato spesso 70 centimetri con un ammasso caotico di ossa. I protagonisti sono gli animali. Il tutto, infatti, va inserito nel contesto della Grotta delle Iene, che rilegge l’interpretazione dell’uomo non più come predatore, bensì come preda. All’interno della Grotta l’attore principale è la Iena, e la presenza dell’uomo appare in un contesto diverso. Va considerata come la Tana di questi animali carnivori in cui venivano trascinate le prede cacciate all’esterno (le attività dei Neanderthaliani infatti si consumavano all'esterno della Grotta: erano troppo «intelligenti» per scegliere quel contesto umido e poco ospitale). Lo dimostrano le tracce di denti delle iene lasciate sui crani e su un esemplare di femore umano: un fossile speciale che ha svelato tracce di rosicchiamento. Su un migliaio di reperti, 25 sono resti fossili umani, uno spaccato della società neanderthaliana. Trovati anche un cranio femminile, e due denti dell’uomo di Neanderthal.

Video

Resta il mistero dell’apertura del foro occipitale che hanno svelato tutti i numerosi crani rinvenuti, un foro dalla forma subtrapezoidale. Siamo di fronte ad un’apertura seriale del foro occipitale, che schiude alcune ipotesi. Li ha provocati l’uomo in un rituale di cerebrofagia e poi è intervenuta la iena? O è stata provocata solo dalla iena? «La precisa serialità di questi fori ci insospettisce. Inoltre, la potenza del morso canino avrebbe fracassato il cranio. Cosa che, in questi esemplari, non si è verificato», riflette Mauro Rubini, Direttore del Servizio di Antropologia della Soprintendenza. E aggiunge: «I Neanderthaliani erano i padroni assoluti dell’Eurasia. Un impero, a tutti gli effetti, il loro. Perché è stata la prima società organizzata e strutturata. Con loro il processo di crescita dell’encefalo e del cranio assumerà valori importanti. L’Uomo di Neanderthal presenta una Modernità morfologica dei tratti, della mandibola e anche del sistema venoso. Era in grado di parlare, di capire e di associare ad una parola un’immagine visiva. Abbiamo tracce che qualunque suono emettessero, veniva recepito e associato».

Il Lavoro avviato nel 2019 ha intanto permesso di riallestire la passerella all'interno della Grotta. Sono previste visite dal primo weekend di luglio su prenotazione sul sito della Soprintendenza. Pronti anche apparati multimediali con visori 3D. Strategica la sinergia con il Comune di San Felice Circeo. «La casa della storia dell’Uomo potrà essere visitata per gruppi contingentati. Inoltre stiamo lavorando per creare il Centro studi sull’Uomo di Neanderthal, un luogo per ricercatori e un museo diffuso che possa ospitare i reperti appena scoperti», precisa il sindaco Giuseppe Schiboni.

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