Raid al cantiere di Roma: custode pestato e legato tutta la notte, rubati 3mila litri di gasolio

La vittima, imbavagliata e incappucciata, è stata liberata dagli operai all’alba: l'uomo ricoverato sotto choc

Raid al cantiere di Roma: custode legato e pestato tutta la notte, rubati 3mila litri di gasolio
di Marco De Risi
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Giovedì 19 Maggio 2022, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 13:08

Picchiato, imbavagliato e tenuto in ostaggio per una notte intera all'interno di un cantiere. La vittima, custode dei macchinari presenti nell'area, è un senegalese di 46 anni pestato da una banda composta da almeno quattro persone e costretto a obbedire agli ordini dei criminali. Il sequestro è avvenuto l'altra notte su un tratto di via Veientana Vetere, al Labaro. Dietro il colpo un gruppo di professionisti, che per trafugare quanto più carburante possibile si sono serviti di un camion e di strumenti sofisticati.

 


IL BOTTINO
Alla fine hanno portato via materiali edili e circa 3000 litri di gasolio. Il tutto senza mai smettere di tenere d'occhio il custode del terreno, intanto imbavagliato, legato, derubato di portafoglio e cellulare. E ripetutamente picchiato, fino alle prime ore dell'alba, quando i criminali sono fuggiti e l'incubo per l'uomo si è finalmente concluso. Ad allertare i soccorsi, intorno alle 7 del mattino, sono stati gli altri operai, che giunti nel cantiere hanno trovato l'uomo ancora legato. Sul posto sono così arrivati gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo che hanno subito chiamato un'ambulanza del 118. Il medico di bordo ha trovato il senegalese provato, ferito in varie parti del corpo e ancora tremante a causa dello choc. L'uomo è stato quindi fatto salire sull'ambulanza e trasportato all'ospedale Villa San Pietro, sulla via Cassia. Nonostante fosse ancora provato per il trauma subito, è stato ascoltato dai poliziotti nella speranza di ottenere informazioni utili per risalire ai responsabili.

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LE RICERCHE
Che evidentemente avevano già adocchiato il posto. L'area dove sorge il cantiere, infatti, non è recintata, così, per i banditi non è stato troppo complicato spingersi fino ai macchinari. «Ero al cantiere, era già sera - ha raccontato la vittima - quando sono stato circondato da 4 o 5 persone che subito mi hanno aggredito. Mi hanno picchiato e poi mi hanno infilato un cappuccio. Da lì in poi, non ho visto più nulla. A quel punto con la forza mi hanno fatto sedere e mi hanno bloccato i polsi. Non potevo fare più niente. Ero in totale balia di quelle persone che non erano assolutamente sprovvedute».
La banda si è servita di un camion con un grande serbatoio all'interno del quale sono stati versati i 3000 litri di gasolio trafugati. Insieme a questi è stata rubata anche una discreta quantità di materiale edile.

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I RILIEVI
Per rintracciare i banditi si sta facendo ricorso anche ai rilievi della polizia scientifica, che ha effettuato un meticoloso sopralluogo a caccia di tracce. Gli agenti hanno isolato alcune impronte di scarpa e hanno acquisito diversi mozziconi di sigarette. Potrebbero avere il Dna di qualcuno dei responsabili. Se fosse realmente così e l'uomo risultasse già schedato dalle forze dell'ordine, allora, sarebbe facile risalire all'identità del criminale.
I poliziotti del commissariato Flaminio Nuovo stanno verificando inoltre se ci siano stati altri colpi di questo genere nella Capitale o in città limitrofe, anche questa potrebbe essere una pista per chiudere il prima possibile il cerchio sui banditi.

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