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Incendio via Papiniano, residenti in fuga dalle fiamme: «Potremo tornare a casa?»

In centinaia si sono riversati in strada con cani e gatti: «Le fiamme erano vicinissime»

Incendio via Papiniano, residenti in fuga dalle fiamme: «Potremo tornare a casa?»
di Flaminia Savelli e Giampiero Valenza
4 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 22:32 - Ultimo aggiornamento: 22:52

In fuga, in lacrime, mentre tutto brucia. L’ansia, la paura, la tensione, erano palpabili ieri a via Papiniano, proprio di fronte al parco del Pineto andato a fuoco. Nany Bergamini stava per mettersi a mangiare per il pranzo quando ha cominciato a vedere le fiamme a due passi da casa. Ma prima di lei Roxy, il suo cane, se n’è accorta. «Voleva uscire da casa a tutti i costi. Era agitata - racconta - All’una e un quarto ho chiuso tutte le finestre sperando che si riuscisse a spegnere tutto in poco tempo. Invece così non è stato e la polizia è venuta a suonare al campanello e ci ha chiesto di uscire immediatamente». La donna è una delle persone evacuate di Balduina che, ieri pomeriggio, ha guardato con apprensione l’incendio che ha avuto sotto casa, con fiamme alte, alberi e sterpaglie ridotti in cenere. 

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Maria Bonomolo, invece, ha 82 anni: ha trovato una sedia su un marciapiede e lì si è seduta, all’ombra, guardando le autobotti dei vigili del fuoco che facevano avanti e indietro proprio sotto il suo naso. «Mi hanno detto di scendere in strada. Non ero neanche vestita e l’ho fatto in tutta fretta. Ho portato con me solo le chiavi di casa - dice la donna, messinese d’origine, che vive a via Papiniano da una ventina di anni, chiedendosi quando potrà tornare a casa - Già era capitato qualche incendio qui al parco. Paura? Non l’ho avuta per me, ma per la casa. Spero lo spengano in breve tempo. Dalla finestra ho visto le fiamme alte». Simone Sirtori è un suo vicino. «Sono riuscito a staccare il gas del palazzo e i quadri elettrici grazie ai volontari della protezione civile e agli agenti della polizia. Poi nel giro di pochissimo tutti noi condomini siamo usciti. Da ore guardiamo gli elicotteri che girano e gettano l’acqua e i vigili del fuoco che fanno interventi. Ma le fiamme si spengono da una parte e si accendono dall’altra». 

 

LA FUGA

Intanto, tra chi scende in strada e si guarda le fiamme a pochi metri dai loro occhi, chi prende l’auto e fugge con l’aria condizionata al massimo, chi salva i gatti e li mette nel trasportino, le persone parlano di un incendio che si sarebbe potuto prevenire. Orietta Cecchinelli abita di fronte al cancello del parco. «È già il secondo rogo nell’area verde nel giro di quindici giorni - dice - L’ultimo grandissimo incendio ci ha portato via tutto il parco quindici anni fa. Anche allora ci evacuarono: le fiamme erano arrivate al quinto piano e perdemmo un cedro secolare. Siamo affranti, distrutti». «Ho chiamato mio figlio, era da solo in casa con due gatti, e gli ho detto di chiudere tutte le finestre». Giovanni, sta preparando l’esame di maturità e per lui questo è stato un momento in cui ha dovuto mettere da parte lo studio per mettere in salvo anche gli animali che aveva in casa: «Ha preso i gatti, Sparta e Leone, li ha messi in valigia e li ha portati via. Non ha fatto neanche in tempo a trovare i trasportini». 

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Fabiana Liberati fa l’avvocato e racconta la scena vista in prima persona. «Il mio appartamento è al terzo piano, le fiamme erano vicinissime - dice - Ho pianto disperata perché non vedevo nessuno dei soccorritori. In casa ho un cantiere per ristrutturazione, sono scappati pure gli operai». Stefania e Camilla Turco, invece, puntano la loro attenzione sui soccorsi: «Abbiamo chiamato tantissime volte i pompieri ma non ci hanno risposto - sottolineano le due, mamma e figlia - Ogni due anni assistiamo a questo scempio. Non c’è un sistema di sicurezza in questo quartiere nonostante l’alto rischio che corriamo con il parco».

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