Fallisce la cantina sociale Fontana di Papa, Ariccia perde un altro marchio storico

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di di Luigi Jovino
Il Tribunale Ordinario di Velletri ha dichiarato, nei giorni scorsi, il fallimento delle società Fontana di Papa Srl con socio unico e Fontana di Papa Vini D’Italia Società Cooperativa Agricola. Un altro marchio dei Castelli Romani, che ha fatto la storia dell’enologia nazionale, è costretto a chiudere i battenti. La società Fontana di Papa ha sede a via Nettunense ad Ariccia e ha rappresentato per decenni un riferimento sicuro per i viticoltori di Genzano, Ardea, Pomezia, Albano, Lanuvio e naturalmente Ariccia. Nei tempi d’oro della Cooperativa si contavano oltre 400 soci, che conferivano le uve in un territorio di alta qualità ambientale e agricola.
Fontana di Papa è stata fondata nel 1959 ed è arrivata a produrre anche 20 milioni di bottiglie di vino all’anno con etichette di diversi marchi a denominazione di origine controllata dei Castelli Romani. I vini dell’azienda erano commercializzati non sono in Italia ma esportati in molte nazioni del mondo. Il marchio storico, da qualche tempo, ha cominciato ad avere difficoltà a causa sia della crisi economica che di alcune operazioni sbagliate. Negli ultimi sei anni la società e il comune di Ariccia hanno fatto di tutto per cercare di salvare l’azienda. In questo periodo la produzione ha toccato 7 milioni di bottiglie l’anno.
«Purtroppo - afferma Gianfranco Moranti, segretario generale della Flai-Cgil Pomezia e Castelli Romani - le iniziative avviate dai dirigenti della società, dal comune di Ariccia e dalla Regione Lazio non hanno prodotto risultati apprezzabili. Ora, quindi, rischiano il posto di lavoro 20 dipendenti di una società che a luglio aveva preso in affitto i locali della Fontana di Papa per continuare l’attività produttiva». Nei prossimi giorni i sindacati incontreranno i lavoratori per cercare di mantenere inalterati i livelli occupazionali.
Nei mesi scorsi - riprende Moranti - nel territorio dei Castelli Romani hanno chiuso i battenti altre aziende agroalimentari e faremo di tutto per mantenere viva l’attività dei lavoratori dell’ex cantina sociale». Con la chiusura di Fontana di Papa in pratica finisce l’epoca delle grandi cantine sociali. Un tempo nei Castelli Romani si contavano almeno 10 cooperative che producevano milioni di bottiglie l’anno. Oggi resiste in questo lembo di territorio, che fin dai tempi storici era rinomato per la produzione di uve e di vini, sola la cooperativa sociale Gotto D’Oro di Marino. «Siamo sinceramente dispiaciuti - afferma Luigi Caporicci, presidente della cantina Gotto D’Oro di Marino - Un grande marchio dell’enologia laziale e nazionale chiude nella indifferenza generale delle istituzioni». La critica sembra rivolta soprattutto verso la Regione Lazio, che a detta dei lavoratori e dei sindacati non ha messo in moto tutte quelle iniziative necessarie a salvare l’azienda. Il debito accumulato nel corso degli anni era però insostenibile e c’è stato poco da fare.
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