Rapina nella villa di Fonseca: l'allenatore della Roma spiato da mesi

Rapina nella villa di Fonseca: il tecnico spiato da mesi
di Marco De Risi e Alessia Marani
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Lunedì 2 Novembre 2020, 00:34

Caccia a una banda di professionisti, probabilmente dell’Est, batterie di rom specializzati o forse quegli “imprendibili” georgiani che puntano l’obiettivo e fanno rotta su Roma prima di spostarsi in altre parti di Italia o all’estero per mettere a segno nuovi blitz. È questa la pista seguita, per ora, dagli investigatori in relazione al colpo gobbo messo a segno venerdì dai ladri nella grande villa di via della Nocetta, a Monteverde, in cui vive l’allenatore della Roma Paulo Fonseca. Bottino: tre orologi per centomila euro di valore. Probabilmente il portoghese era spiato da mesi, i ladri avrebbero fatto diversi sopralluoghi. Sabato, dopo la sua richiesta al 112 erano accorse le Volanti della polizia per i rilievi ma in realtà una prima denuncia era già stata fatta il giorno precedente, la sera di venerdì, ai carabinieri quando Fonseca aveva avuto il sospetto di un tentativo di furto salvo poi non accorgersi della sparizione degli orologi. Cosa avvenuta, appunto, l’indomani.

Fonseca, ladri in casa: furto di tre orologi per 100 mila euro

Le ipotesi

Di certo, nel frattempo, c’è che chi ha agito lo ha fatto con grande maestria, eludendo il sistema di allarme e, soprattutto, ingannando l’imponente impianto di videosorveglianza composto da una rete di almeno 18 telecamere disseminate nell’enorme parco che la circonda, fin quasi sull’Aurelia Antica. Alcuni degli obiettivi, infatti, riescono a scorgere a malapena le ombre di due o tre persone, tutte vestite di scuro e incappucciate, con le mani protette da guanti in lattice per non lasciare la minima traccia. Immagini che, da sole, difficilmente potranno contribuire a districare il mistero. Gli investigatori ipotizzano che prima di entrare in azione, la banda abbia svolto diversi sopralluoghi sia per mettere a fuoco il punto in cui farsi strada per entrare, sia per verificare gli spostamenti dell’allenatore e della sua famiglia. Per colpire, i ladri hanno, comunque, approfittato della sua assenza poiché impegnato nella preparazione della partita di Europa League contro il Cska Sofia. Non è escluso nemmeno che la banda sia riuscita a entrare in possesso di una piantina dell’immensa abitazione o che una “talpa” possa averli favoriti vendendo loro informazioni preziose per arrivare a una portafinestra da cui entrare, senza lasciare visibili segni di effrazione. Gli inquirenti stanno verificando anche le analogie con un altro furto eccellente, quello portato a termine appena una settimana prima, alla Giustiniana, ai danni del talento biancoceleste Joaquin Correa impegnato in campo nel match tra all’Olimpico tra la Lazio e il Bologna. Anche in questo caso, i ladri si erano aperti un varco attraverso una portafinestra.

Le gang

Non solo. Le modalità richiamano alla memoria il furto subito nel 2016 da Radja Nainggolan, all’epoca in forza alla As Roma. I ladri svaligiarono la sua abitazione, una villa a Casalpalocco, portandosi via gioielli, contanti e orologi per circa 200mila euro. La refurtiva venne in parte ritrovata in un piccolo paese della Bergamasca, a Lurano, nascosta nella villa di una famiglia italo-serba, padre, madre e i due figli di 20 e 26 anni. A loro gli agenti erano arrivati indagando su alcuni rom romani e in contatto con i sodali al Nord. Spesso le batterie specializzate nei furti in abitazione si scambiano e prestano elementi, concordando luoghi e obiettivi. Ma c’è anche chi, come i georgiani, si appoggia a una rete estera che invia manovalanza “pulita” ed è pronta a riciclare fuori dai confini italiani la refurtiva. Come i tre orologi rubati a Fonseca che potrebbero essere indirizzati a un mercato straniero, forse russo.

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