Dante inedito a Formello, nella chiesa medievale spunta il verso dell'Inferno. Gli storici: «Scoperta rara»

Dante inedito a Formello, nella chiesa medievale spunta il verso dell'Inferno. Gli storici: «Scoperta rara»
di Laura Larcan
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Martedì 9 Marzo 2021, 12:14 - Ultimo aggiornamento: 12:28

Formello nel segno di Dante. Alle porte di Roma, il cantiere di restauro dell’antica preziosa chiesa di Sant’Arcangelo Michele sembra riscrivere la storia della fama del sommo poeta. Quasi un regalo tutto inedito nell’anniversario dei 700 anni dalla morte. Sotto strati di intonaci e scialbature che nei secoli hanno imbiancato (e trasfigurato) le pareti dell’edificio medievale spunta ora una frase famosissima dal Canto dell’Inferno dantesco databile al ‘400: «Lassate ogni speranza voi che intrate». L’italiano che irrompe in una chiesa per comunicare in modo ecumenico e efficace algrande pubblico dei fedeli.

 

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Compare così il verso 9 del Canto III dell’Inferno di Dante Alighieri nel catino absidale della chiesa. «La scoperta della frase tratta dalla Divina Commedia rappresenta una rarità in quanto prova che l’opera di Dante fosse conosciuta all’epoca anche tra il popolo», racconta Isabella Del Frate, storica dell’arte del Ministero della Cultura che dal 2015 sta seguendo i restauri a Formello. È solo l’ultima delle sorprese che sta restituendo questo scrigno di affreschi divenuto un ambizioso laboratorio di restauro voluto e finanziato dall’Archeoclub d’Italia, in piena attività anche in un periodo critico come questo, con l’emergenza del Covid.

Si tratta di un autentico “gratta e vinci”, per dirla con Carla Sisto, presidente dell’Archeoclub con sede a Formello. Perché togliendo la scialbatura sono emerse figure del tardo ‘400 totalmente messe in luce e restaurate. Il verso dantesco, nel dettaglio, accompagna una scena “infernale” di demoni che varcano la soglia implacabile dell’Inferno. «Si tratta di un unicum - aggiunge Isabella Del Frate - La scritta tratta dalla Divina Commedia “Lasciate ogni speranza voi che intrate” è una scoperta molto particolare e rara, la quale ci dice che la Divina Commedia doveva essere addirittura nota anche tra il popolo in quanto queste raffigurazioni riportate alla luce a Formello erano destinate al popolo. Dunque all’epoca la Divina Commedia era conosciuta anche dal popolo!».

L’impresa è quasi da romanzo. I restauri, che sono ancora in corso, sono partiti per una intuizione. «Sotto quell’intonaco biancastro che copriva tutte le pareti, abbiamo intravisto i segni di affreschi sottostanti», spiega Carla Sisto. E da lì, da quelle esili tracce è iniziata l’avventura. La scritta dantesca riaffiora insieme ad affreschi che chiamano in causa persino la scuola di Antoniazzo Romano, il grande artista che ha lavorato moltissimo nella seconda metà del ‘400 a Roma. Un suo seguace potrebbe aver messo mano a questo ciclo decorativo. «Sotto una tarda e mediocre rappresentazione, molto compromessa, della Sacra Famiglia, abbiamo trovato incredibilmente l’Apparizione di San Michele sul Gargano», avverte la storica dell’arte. Ed è lo stesso autore dell’Apparizione di San Michele che troviamo nella Cappella del Cardinal Bessarione, nella chiesa dei SS. Apostoli a Roma».

Non solo. Sotto le mani sapienti delle restauratrici Stella Mitri e Carolina Fiori (in un cantiere davvero tutto al femminile), all’interno di una nicchia dell’antica chiesa medievale di Formello, è tornata alla luce la Madonna della Misericordia che pone sotto la protezione tutti i formellesi. Un dipinto che potrebbe essere stato commissionato dalla famiglia Orsini. E ancora prima, in un’agenda di lavori quanto mai sorprendente, era stata la controfacciata della chiesa a regalare la bellissima sorpresa: «Quando dal primissimo saggio è uscito l’occhietto della Madonna. Abbiamo portato alla luce una Madonna del tardo ‘400 e allargando il saggio è uscito anche Sant’Antonio ed anche un frammento della figura di San Biagio», ricordano le restauratrici.

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