Casamonica, abbattute le villette: il clan che fa affari con usura, racket e droga

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Flaminia Savelli
Casamonica, abbattute le villette: il clan che fa affari con usura, racket e droga

Usura, racket e traffico di droga. Il fiume di soldi del clan Casamonica, la famiglia sinti di origini abruzzesi nella capitale dagli anni ‘70, arriva da qui. Una famiglia numerosa che si era conquistata una fetta della città: da San Basilio a Tor Bella Monaca alla Romanina. Con gli affari che nel tempo si sono allungati fino al litorale romano. E con gli Spada, il clan di Ostia, hanno intrecciato accordi e interessi fin dall’inizio.

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«La struttura criminale più potente e radicata del Lazio», secondo la Direzione investigativa Antimafia. Con un patrimonio da 90 milioni di euro. Un impero finito - dal 2011 - nel mirino della magistratura. Lo scorso anno - il 19 maggio del 2019 - erano finiti in manette 24 componenti della famiglia. Gli ultimi due arrestati  – sono stati Giorgio Vitale e Michele Panza - prestanome scelti dal clan per coprire la proprietà di vetture di lusso appartenenti a Giuseppe Casamonica, il “Mano monca”. Proprio in quelle stesse indagini fini anche Stella, moglie del boss boss Salvatore Casamonica, come complice. Appena sei giorni prima invece, le manette erano scattate per altre 22 persone: gli investigatori hanno ricostruito il giro di droga gestito dal clan tra i quartieri Quadraro e Porta Furba. Una piazza di spaccio che fruttava oltre un milione di euro all’anno. Con l'abbattimento delle villette di oggi alla Romanina, è stato dato un discreto colpo al clan.

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA