Bonus Ama per pulire la città anche se resta sporca

La beffa del premio ai netturbini: basta fare meno di 5 assenze fino a gennaio

Bonus per pulire la città, anche se resta sporca
di Francesco Pacifico
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Martedì 23 Novembre 2021, 00:57

Il bonus fino a 360 euro per i dipendenti dell’Ama scatterà anche se la città non tornerà a essere pulita. Ai netturbini, per ottenerlo, basterà evitare tra fine novembre e inizio gennaio di assentarsi o di ridurre al minimo (non più di cinque giorni) ferie, malattie o permessi. Rischia di rivelarsi una beffa «l’incentivo per la produttività» voluto dalla giunta Gualtieri - sono stati investiti 3 milioni di euro in questa direzione - per accelerare l’operazione decoro. Con la quale il sindaco, e a cavallo tra l’anno in corso e quello prossimo, il sindaco vuole liberare Roma dall’immondizia come dalle erbacce e dalle foglie su marciapiedi e carreggiate, senza dimenticare l’avvio delle potature degli alberi o lo svuotamento delle caditoie.

E siccome siamo di fronte a un’operazione improba visto il livello di sporcizia della Capitale, il Campidoglio, azionista di Ama, ha pensato bene di riconoscere un incentivo per aumentare la produttiva, per garantirsi quanti più operai per le attività di raccolta e di spazzamento. Ma il ritorno sul fronte della produttività - per come è stato scritto l’accordo tra l’azienda e sindacato - potrebbe essere limitato al solo recupero dell’assenteismo, non all’aumento di tonnellate di spazzatura raccolta o alle strade spazzate.

QUELL’“OPPURE”

Nel testo firmato da Ama e da tutti i maggiori sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Fiadel) intanto si chiarisce che l’oggetto dell’accordo è «una premialità mensile per i lavoratori che garantiscono un tasso di presenza elevato nel periodo compreso tra il 22 novembre del corrente anno e il 9 gennaio del 2022». Detto questo, è stato messo sempre nero su bianco nello stesso testo che «il premio aggiuntivo verrà riconosciuto qualora nel periodo considerato dalla presente intesa oltre alla totale pulizia di tutte le strade principali di Roma, della rimozione di tutti i rifiuti rimasti a terra attorno ai cassonetti, alla igienizzazione degli stessi ed alla rimozione delle discariche abusive ai lati delle strade, oppure si registri una riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10 per cento (almeno nei mesi di dicembre e di gennaio) rispetto alla percentuale registrata nei mesi di settembre e ottobre 2021». Proprio la congiunzione avversativa “oppure”: i soldi scattano o con un esito favorevole della pulizia “oppure” con il semplice abbassamento del tasso di assenteismo.

Proprio lo stesso passaggio dell’intesa è finito al centro di fortissime polemiche, anche se per un altro motivo: alcuni fronti della sinistra e partiti del centrodestra con spirito diverso hanno criticato Ama per aver legato il premio alla facoltà di ammalarsi o meno. Tanto che il sindaco Roberto Gualtieri ha promesso «un chiarimento da parte di Ama per evitare ogni fraintendimento» e per collegare le cifre erogate (360 euro a chi non si assenta, 260 a chi non supera i tre giorni di stop e 200 a chi non va oltre i cinque) a una maggiore produttività.

Ma la questione è più complessa e sarebbe venuta fuori ieri, durante un vertice nella sede di via Calderon de La Barca tra il nuovo amministratore unico, l’ex ministro Angelo Piazza, e i segretari di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. Ufficialmente l’incontro è servito alle parti per conoscersi e per evidenziare tutti i nodi che Ama deve affrontare per iniziare a erogare un servizio adeguato: completare l’assunzione del personale che manca, comprare nuovi camion e garantire una migliore manutenzione di quelli esistenti, realizzare ex novo o trovare gli impianti di trattamento e smaltimento che mancano.

 

Quando si è sfiorato il tema dell’incentivo, le sigle hanno spiegato che l’azienda è libera di fare tutti i chiarimenti del caso, ma che il senso dell’accordo non si tocca. «A meno che - spiega Giancarlo Cenciarelli, segretario della Fp Cgil - non si voglia riaprire il tavolo. Il senso dell’intesa è soprattutto dare un riconoscimento a chi in questi giorni non soltanto si spezza la schiena per ripulire la città, ma dovrà anche rinviare le sue ferie per farlo. A quelli che criticano, vorrei far fare un giro con gli operai per capire in che condizioni lavorano».

Aggiungono dal mondo sindacale: «A differenza di altre aziende Ama non ha i mezzi tecnici - Gps sui compattori, impianti di pesatura o semplici ispettori - per calcolare la produttività in base ai risultati industriali. Di conseguenza, già aumentare il numero dei dipendenti in turno sarebbe una svolta». Intanto l’assessore ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi, fa sapere che da ieri Ama ha disposizione «sbocchi sufficienti per smaltire le oltre 18 mila tonnellate di rifiuti che si stima verranno raccolte fino a domenica». Anche se, aggiunge l’ex presidente del I Municipio, «servirà ancora qualche giorno per andare completamente a regime, ma guardiamo con serenità alle prossime settimane».

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