ROMA

Schianto sulla Colombo, spunta un supertestimone: «Ho sbandato in quello stesso punto»

Giovedì 3 Settembre 2015 di Michela Allegri

Non c'è solo il mistero dei cartelli che avvisano del pericolo e suggeriscono prudenza, spuntati da un giorno all'altro lungo il tratto di strada in cui l'ingegner Claudio Salini ha perso la vita, finendo fuori dalla carreggiata a bordo della sua Porsche lanciata a grande velocità e, probabilmente a causa di un avvallamento dell'asfalto, sbandando e andando a sbattere contro un albero. Ci sono anche le segnalazioni di altri automobilisti che, in queste ore, stanno contattando il legale dei familiari della vittima, raccontando di aver rischiato grosso percorrendo quella via maledetta: la Cristoforo Colombo, costellata da buche e dissestata per troppi metri.

LE TESTIMONIANZE

«Un tassista mi ha detto di aver sbandato proprio nel punto in cui Salini è finito fuori strada - dichiara l'avvocato Oliviero De Carolis - all'incrocio con via Alessandro Severo, all'altezza dello stesso avvallamento del terreno, ha perso il controllo del veicolo. Stiamo raccogliendo le testimonianze e facendo altri accertamenti, poi segnaleremo i risultati in Procura».

A piazzale Clodio, è il pm Alberto Liguori a occuparsi dell'inchiesta: ha aperto un fascicolo per il momento senza ipotesi di reato. Per procedere, attende l'informativa dei vigili, incaricati di effettuare i rilievi sull'asfalto. L'esito degli accertamenti verrà inviato anche alla pm Maria Bice Barborini, che indaga sulle pessime condizioni delle strade capitoline, martoriate da crateri e da dossi improvvisati, e diventate pericolosissime per scooteristi e automobilisti.

LE IPOTESI

Il magistrato, che procede per omissione di atti d'ufficio e omesso collocamento di ripari, ha chiesto anche di acquisire gli atti relativi al sinistro costato la vita a un quarantaduenne di Acilia che, il 28 agosto, percorrendo il lungomare Vespucci di Ostia, ha perso il controllo della sua moto dopo aver colpito le barriere che transennavano una buca, schiantandosi poi contro un furgone. Se emergeranno anomalie, la pm dovrà visionare pure gli esiti dei rilievi di altri due incidenti, avvenuti a meno di 12 ore dal decesso di Salini, sempre sulla Colombo. «Doveva scapparci l'ennesimo morto prima che venisse segnalato il pericolo» continua l'avvocato De Carolis. E si riferisce ai cartelli d'allerta comparsi a pochi metri di distanza dal dosso maledetto che potrebbe aver fatto finire l'ingegnere fuori dalla carreggiata. Secondo una prima ricostruzione, incappando nell'avvallamento, l'auto avrebbe perso il parafango anteriore e si sarebbero aperti gli airbag, arrivati sgonfi al momento dello schianto. I due segnali, un limite a 30 all'ora e uno d'indicazione dossi, sarebbero comparsi martedì. «Lunedì non c'erano - afferma De Carolis - Chiederemo di fare luce anche su questa circostanza».

Ultimo aggiornamento: 10:46