VIRGINIA RAGGI

«Nomina di Marra, Raggi sapeva:
ecco il documento che la accusa»

Lunedì 6 Febbraio 2017 di Valentina Errante
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La circolare che apre la strada alla nomina di Renato Marra a numero uno del Turismo in Campidoglio porta la data del 19 ottobre e la firma del fratello Raffaele. È il documento dal quale risulta che il capo del personale avesse concordato con la sindaca tutta la procedura per gli incarichi, compreso il passaggio che escludeva la comparazione dei curricula, in violazione del regolamento comunale, mentre estendeva esplicitamente la selezione «ai dirigenti del corpo di polizia locale», dal quale proveniva Renato Marra.

Ma, soprattutto, dimostra che la Raggi, tra i destinatari della circolare, fosse a conoscenza dell’aumento di stipendio assicurato al fratello del suo fedelissimo. Circostanze che non sarà difficile dimostrare per Marra, indagato per abuso d’ufficio in concorso con la sindaca per la nomina del fratello, e pronto a rispondere alle domande dei pm già questa settimana. Si complica invece la difesa di Virginia Raggi, accusata anche di falso per avere sostenuto, nell’ultimo tentativo di difendere Marra poi arrestato per corruzione, di avere agito autonomamente. Dichiarazioni rese all’Autorità Anticorruzione del Campidoglio, che si accingeva a replicare ai rilievi sul conflitto di interesse del capo del personale mossi all’Anac. Dopo il lungo interrogatorio di giovedì, la sindaca ha annunciato di volere chiarire con una memoria, nella quale saranno indicati anche alcuni testimoni. Un passaggio che, inevitabilmente, allunga i tempi dell’inchiesta. 

LA CIRCOLARE
Il documento che è stato inviato anche a Virginia Raggi riguarda «il conferimento degli incarichi dirigenziali e subapicali nell’ambito della macrostruttura capitolina», Marra cita il Regolamento comunale, in particolare, l’articolo 38 «circa la necessità della previa attivazione di procedure di interpello da svolgersi in maniera trasparente motivata ai fini del conferimento dei nuovi incarichi», sollecita così tutti i dirigenti che vogliano candidarsi a inviare i curricula alla segreteria del suo Dipartimento entro una settimana. «Il conferimento degli incarichi dirigenziali - si legge nella circolare - può attribuito senza esclusività anche ai dirigenti dell’Avvocatura capitolina e del corpo di polizia locale di Roma capitale». E aggiunge «Le fasce retributive di posizione sono indicate nell’allegato alla presente nota». E ancora: «La scrivente direzione trasmetterà la documentazione ricevuta alla sindaca, la quale ad esito dell’esame della stessa e delle informazioni in possesso degli uffici, procederà ai sensi dell’articolo 38 del regolamento al conferimento degli incarichi, tenendo presenti, ove possibile, le candidature ai fini dell’individuazione dei profili di competenze ed esperienze che evidenzino la concreta idoneità a esercitare le funzioni connesse all’incarico da ricoprire». Ma precisa: «Il presente interpello ha natura esplorativa e non comparativa», ossia la scelta non avverrà in base a un comparazione tra i curricula. Un passaggio fondamentale nella contestazione di abuso d’ufficio, mossa a Virginia Raggi. 

L’ABUSO
I pm contestano alla sindaca di avere procurato un ingiusto vantaggio a Renato Marra (20mila euro all’anno) violando l’articolo 38 del regolamento che la giunta si vanta di avere applicato. Perché la cosiddetta procedura di interpello prevede che «il provvedimento di incarico sia motivato in relazione alle risultanze curriculari (attitudini alla direzione, precedenti esperienze professionali, risultati conseguiti in precedenti incarichi, specificità delle competenze possedute, studi compiuti, qualificazione culturale). E invece già nella circolare si annunciava che i curricula non sarebbero stati messi a confronto. Probabilmente per questo l’ordinanza che il 9 novembre promuove tra gli altri Renato Marra e porta la firma della Raggi, è priva di motivazioni. E, non a caso, è stata impugnata davanti al giudice del Lavoro, dal momento che dispone il declassamento di molti rappresentanti sindacali.

LA DIFESA
Raffaele Marra è pronto a raccontare i passaggi della nomina del fratello e a inchiodare Virginia Raggi. È probabile quindi che l’avvocato Alessandro Mancori, legale della sindaca, prenda ancora tempo prima di presentare ai pm la memoria annunciata. la difesa potrebbe chiedere di sentire alcuni testi, come Antonio de Santis, consulente esterno della giunta delegato al personale, e Gianluca Viggiano, il vice di Marra che con l’ex capo del personale ha condiviso la carriera: prima alla Finanza, poi, alle Politiche abitative del Comune, negli uffici della Regione Lazio e infine in Campidoglio. 
 

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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