Il monito del nuovo vescovo di Rieti ai politici:
«Strana miopia nel trascurare Salaria e ferrovia»
Intervista esclusiva a Il Messaggero

Mercoledì 8 Luglio 2015 di Daniela Melone
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RIETI - Con il suo stile un po’ da parroco del mondo, Papa Francesco ha conquistato tutti fin dalle prime parole. Accadrà qualcosa di simile anche con il nuovo Vescovo di Rieti, Domenico Pompili, che in una intervista esclusiva a Il Messaggero parla a cuore aperto ai reatini. L’incontro è al civico 50 di Circonvallazione Aurelia, sede della Conferenza episcopale italiana. Legge l’edizione locale de Il Messaggero, mostra interesse e curiosità verso tutto ciò che riguarda la città, parla di basket e calcio, della musica di Lucio Battisti, dello stadio intitolato a Manlio Scopigno, allenatore del Cagliari, la sua squadra del cuore.



Chiede informazioni sulla notte bianca appena trascorsa e assicura che non mancheranno occasioni per prendere un caffè al bar insieme ai reatini. Anche il nuovo pastore della chiesa locale è intenzionato ad accorciare le distanze con i fedeli.



«Vorrei che la Curia fosse una casa aperta a tutti, un luogo d’incontro, di dialogo e di confronto, non uno spazio semplicemente museale, ma fatto di gente che trova anche l’occasione per migliorare la città».



Poi una dura presa di posizione: «Di cose da migliorare - dice - ce ne sarebbero parecchie. Negli anni Rieti ha perso troppi treni. Sono rimasto colpito nel vedere le difficoltà legate a esempio al mondo dei trasporti, alla ferrovia e alla Salaria in particolare. Ho come l’impressione che ci sia stata una strana forma di miopia nel non curare questi aspetti».



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Ultimo aggiornamento: 20:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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